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La possibile rosa degli Usa ai Mondiali 2022

Il USMNT è una delle nazionali più interessanti del mondo

di Nicolò Grosso
La maglia ufficiale della nazionale USA | MLS Magazine Italia

Rosa Usa ai Mondiali 2022 – Mancano 10 mesi esatti al via della Coppa del Mondo di calcio maschile 2022, che si disputerà dal 21 novembre al 18 dicembre prossimi in Qatar. Il quadro delle nazionali che vi parteciperanno è ancora in gran parte da definire, soprattutto per quanto riguarda le rappresentanti del Nord America. Il girone di qualificazione della Concacaf, infatti, a 6 giornate dalla sua conclusione, è ancora apertissimo, con molte squadre racchiuse in pochi punti. Una di queste è il USMNT, acronimo di United States Men National Team, ossia la selezione statunitense.

A dire, il vero, però, gli Usa, attualmente al secondo posto in classifica, sembrano sulla retta via per strappare il pass per i Mondiali, competizione in cui saranno una delle squadre più attese. Dopo la mancata qualificazione a Russia 2018, infatti, tutto il movimento calcistico americano ha lavorato sodo per rilanciare il soccer e sviluppare una serie di giovani talenti per puntare al Mondiale casalingo del 2026. I risultati, per il momento, sono stati strabilianti, tanto che, già adesso, gli States sono una delle nazionali più interessanti del mondo, vista l’enorme quantità di giovani yankees che attualmente militano nei migliori campionati del pianeta.

Certo, non partiranno fra i favoriti, ma – sempre che riescano effettivamente a qualificarsi – gli statunitensi saranno seguiti con grande attenzione. Ma quali calciatori faranno parte della rosa che volerà nella penisola arabica? Noi di «MLS Magazine Italia» abbiamo provato a prevederlo.

Quali giocatori faranno parte della rosa degli Usa ai Mondiali in Qatar del 2022?La maglia ufficiale della nazionale USA | MLS Magazine Italia

Non è ancora chiaro se il numero di giocatori convocabili dai selezionatori sarà di 23, come avviene di solito, o se, sulla scia di quanto fatto dalla Uefa in occasione degli Europei della scorsa estate, la FIFA deciderà di allungare le rose a 26, per fronteggiare i problemi che la pandemia in corso potrebbe creare alle varie rappresentative. Per ora, non è stata presa alcuna decisione ufficiale, quindi considerando le regole consuete, abbiamo deciso di stilare una rosa di 23 calciatori  per la nazionale a stelle e strisce.

Ecco, dunque, quali potrebbero essere i 23 prescelti dal c.t. Berhalter.

Rosa USMNT ai Mondiali 2022: la proposta di  «MLS Magazine Italia»USMNT away replica jersey - MLS magazine italia

Dal momento che Gregg Berhalter è solito schierare il USMNT con un 4-2-3-1 fluido, che può diventare 4-3-3 (o viceversa), fonderemo la nostra previsione sull’ipotesi che decida di convocare 3 portieri, 8 difensori (2 terzini per fascia e 4 centrali), 7 centrocampisti (2 mediani e 4 mezze ali e 1 trequartista), 3 esterni offensivi e 2 punte.

Portieri: Zack Steffen (Manchester City), Matt Turner (New England Revolution), Gabriel Slonina (Chicago Fire)

C’è chi sostiene che la porta sia il reparto più problematico del USMNT, ma non c’è niente di più falso. Steffen, quando era in MLS, ha dimostrato di essere di gran lunga l’estremo difensore più forte del campionato. Ora gioca in Europa da 3 anni, e da 2 stagioni è al Manchester City. Naturalmente è il secondo portiere dei cityzens, e per questo gioca poco, ma quando è stato chiamato in causa, per ora, si è sempre fatto trovare pronto. Allenarsi ogni giorno in un club di campioni, poi, non fa altro che farlo migliorare. Zack Steffen, per la sua nazionale è una sicurezza fra i pali e un’utile arma offensiva per la sua abilità di costruire con i piedi: Berhalter conosce le qualità del ragazzo che ha allenato anche a Columbus, e affiderà a lui le chiavi dell’area di rigore.

Da vice gli farà quasi sicuramente Matt Turner, portiere dei New England Revolution, che da almeno tre anni è quello più costante ad alti livelli, fra gli estremi difensori della MLS.

Difficile, invece, prevedere chi sarà il terzo portiere. Noi scommettiamo sul giovanissimo Slonina (18 anni il prossimo maggio), che l’anno scorso ha impressionato nell’ultima parte di stagione con i Chicago Fire. In prospettiva, lui è sicuramente l’estremo difensore più forte degli Stati Uniti, ed è probabile che gli Usa vogliano fargli fare esperienza adesso, per poi averlo pronto per i successivi Mondiali casalinghi.

Se non sarà lui il terzo portiere, sarà probabilmente Ethan Horvath, secondo portiere del Nottingham Forest, o, più difficilmente, Sean Johnson di New York City FC.

Terzini sinistri: Antonee Robinson (Fulham), George Bello (Atlanta United)

Sulle corsie laterali, Berhalter vuole giocatori che spingono molto.

Per questo, per quanto riguarda la fascia sinistra, non c’è dubbio che il posto da titolare sia riservato a Antonee Robinson, ventiquattrenne dalla mentalità offensiva, che da ormai due stagioni sta facendo straordinariamente bene in Inghilterra, con il Fulham.

La sua riserva, se completerà, il passaggio al Watford, sarà probabilmente il 2002 George Bello: l’esperienza in Premier League potrebbe fargli vincere la concorrenza di Sam Vines, classe ’99 che invece milita nell’Anversa (Belgio). Ma il c.t. potrebbe anche effettuare una scelta a sorpresa e chiamare Jonathan Gomez, giovanissimo talento appena trasferitosi alla Real Sociedad, che si ritiene sarà il titolare della spedizione del 2026, oppure Kevin Paredes, 2003 che ha fatto molto bene l’anno scorso con D.C. United, e che ha il vantaggio di poter giocare sia a sinistra sia a destra, e sia sulla linea dei difensori sia su quella degli attaccanti.

Difensori centrali: John Anthony Brooks (Wolfsburg), Miles Robinson (Atlanta United), Chris Richards (Hoffenheim), Walker Zimmerman (Nashville)

Veniamo ora a quello che potrebbe essere il punto debole degli Usa, il centro della difesa. Qui, infatti, non vi sono calciatori di livello internazionale, se non l’esperto capitano Brooks, che ha giocato spesso la Champions, ma senza brillare troppo.

In questa posizione, il nome più interessante è probabilmente quello del ventunenne Chris Richards. Secondo noi, non riuscirà a conquistarsi un posto in rosa, invece, il suo compagno all’Hoffenheim Justin Che. Al classe 2003, infatti, l’allenatore americano potrebbe preferire Zimmerman, che da almeno quattro anni è il difensore più forte della MLS.

Infine, Berhalter potrebbe puntare sulla duttilità di Robinson di Atlanta United, difensore che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi due anni, e che sa giocare sia a quattro sia a tre e, all’occorrenza, può essere impiegato anche da terzino su entrambe le fasce.

Altri nomi da tenere in considerazione sono quelli di Cameron Carter-Vickers (Celtic), Erik Palmer-Brown (Troyes), Tim Ream (Fulham), Matt Miazga (Alavés) e Aaron Long (New York Red Bulls).

Terzini destri: Sergino Dest (Barcellona), Joe Scally (Borussia M’gladbach)

Quello di laterale basso destro è probabilmente il ruolo in cui il USMNT è più coperto.

Il titolare inamovibile è naturalmente Dest che, nonostante a Barcellona non rientri nei piani di Xavi, rimane uno dei terzini destri più talentuosi in circolazione. La sua corsa, la mentalità offensiva e le sue doti tecniche e balistiche sono armi fondamentali per la nazionale di Berhalter, che potrebbe anche pensare di impiegarlo sulla corsia di sinistra, vista la sua capacità di utilizzare indifferentemente entrambi i piedi.

In tal caso, la corsia di destra verrebbe occupata da Joe Scally, 2002 che sta trovando sempre più spazio nel Borussia M’gladbach, con cui quest’anno, finora, ha giocato 18 partite in Bundesliga, facendo 1 gol e 2 assist.

In alternativa, il c.t. potrebbe puntare sull’esperienza e sulla velocità di DeAndre Yedlin (Galatasaray) o su Raggie Cannon (Boavista). Il cattivo andamento della sua avventura a Roma, invece, ha praticamente azzerato le possibilità di Bryan Reynolds di andare al Mondiale.

Mediani: Tyler Adams (RB Lipsia), Tanner Tessmann (Venezia)

Tyler Adams è sicuramente il centrocampista difensivo statunitense più forte del momento, e probabilmente lo è anche in prospettiva. Dinamico, aggressivo, intelligente tatticamente e con esperienza in Champions League: è sicuramente un ottimo centrocampista, anche se non ha grandi doti di regista, qualità che sarebbero utilissime al USMNT in quella zona di campo.

Per questo, come riserva, potrebbe essere portato Tessmann. A Venezia, il giovane texano sta dimostrando di non essere ancora maturo al 100%, ma sta comunque acquisendo un’importanza sempre maggiore all’interno dello scacchiere di Berhalter. Non è un regista puro, ma ama comunque dettare i ritmi del gioco, e questa caratteristica potrebbe farlo preferire a James Sands (Rangers) e Owen Otasowie (Club Bruges). Definitivamente fuori dai piani, invece, sono due registi classici come Michael Bradley (Toronto) e Jackson Yueill (San José Earthquakes): il primo non ha più il passo per competere a certi livelli; il secondo non ha compiuto l’ultimo step di crescita per diventare un calciatore di valore internazionale.

Mezzali: Weston McKennie (Juventus), Yunus Musah (Valencia), Gianluca Busio (Venezia), Cole Bassett (Feyenoord)

Le due mezzali titolari saranno sicuramente Weston McKennie, centrocampista box-to-box della Juventus, che non ha bisogno di ulteriori presentazioni, e Yunus Musah, ala destra molto tecnica e forte del Valencia, che può essere anche impiegato da interno di centrocampo. Proprio la sua capacità di svariare tra centro-destra e fascia destra è la caratteristica principale che permette agli Stati Uniti di oscillare continuamente tra 4-3-3 a 4-2-3-1.

Quasi sicuramente, poi, farà parte del roster Gianluca Busio, che sta facendo benissimo a Venezia, mentre l’ultima maglia disponibile se la giocheranno probabilmente Cole Bassett (Feyenoord), Caden Clark (New York Red Bulls), Richy Ledezma (PSV) e Luca de la Torre (Heracles), con il primo che sembra partire leggermente in vantaggio, in quanto più versatile e maturo.

Attenzione, però, anche a Sebastian Lletget (New England Revolution), Kellyn Acosta (LAFC) e Cristian Roldan (Seattle Sounders), che piacciono molto a Berhalter.

Trequartista: Gio Reyna (Borussia Dortmund)

Talento puro. Classe cristallina. Gio Reyna ha il posto assicurato sulla trequarti o sull’out mancino.

Ali: Christian Pulisic (Chelsea), Brenden Aaronson (Red Bull Salisburgo), Tim Weah (Lille)

Gli esterni d’attacco dovranno essere un’arma offensiva micidiale per il USMNT: la qualità dei componenti di questo reparto, infatti, è di livello assoluto. Pulisic e Aaronson, negli ultimi due anni, hanno fatto molto bene sia nei rispettivi campionati (Premier League inglese e Bundesliga Austriaca) sia nelle competizioni europee. Weah, invece, dopo una stagione 2020/2021 rovinata da molteplici infortuni, è ritornato a buoni livelli quest’anno. Il giocatore del Lille, tra l’altro, può fungere da riserva sia per Pulisic sia per le punte. Questa sua versatilità lo rende favorito su Konrad de la Fuente (Marsiglia) per un posto in squadra.

Attaccanti: Ricardo Pepi, Daryl Dike

Fino a poco tempo fa, la nazionale statunitense non aveva alcuna punta di grande livello, e si affidava ancora a Altidore e Zardes (quest’ultimo comunque, non è ancora del tutto fuori dal giro). Poi, nelle ultime due stagioni, sono esplosi due grandi talenti come Pepi e Dike, che hanno segnato caterve di gol in MLS e, quest’inverno, hanno compiuto il grande salto in Europa, dove potranno crescere ulteriormente.

La loro convocazione sembra quasi certa: probabilmente non ci sarà nulla da fare per Siebatcheu (Young Boys), Sargent (Norwich), Hoppe (Maiorca) e Sanogo (Union Berlino).

Il probabile 11 titolare degli Usa ai Mondiali 2022

Insomma, nonostante qualche piccola mancanza, soprattutto in difesa e, se si vuole, anche fra i pali, il USMNT è una squadra da seguire con attenzione nel prossimo futuro: in particolare a Qatar 2022. Infatti, gli Usa possono contare su diversi giovani talenti un po’ in tutti i ruoli, soprattutto a centrocampo e sulle ali, dove non hanno quasi nulla da invidiare alle nazionali più forti del mondo. Hanno tutte le potenzialità per disputare un buon Mondiale nel 2022 e puntare a fare ancora meglio nel 2026.

 

 

 

 

 

 

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