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Weston McKennie: chi è il nuovo acquisto americano della Juventus

di Nicolò Grosso

Se ne parla da un paio di giorni, ma ora è ufficiale: Weston McKennie è un nuovo calciatore della Juventus che, lavorando sotto traccia, lo ha strappato al Southampton, che sembrava avercelo in pugno.

Ecco un’analisi dettagliata del nuovo acquisto dei campioni d’Italia: formula, storia, ruolo, caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e mentali e come potrebbe trovarsi nel gioco di Pirlo.  Chi volesse leggere solo una scheda riassuntiva, invece, la trova in fondo all’articolo.

Weston McKennie alla Juventus: storia a analisi del giocatore

File:2018-08-17 1. FC Schweinfurt 05 vs. FC Schalke 04 (DFB-Pokal) by Sandro Halank–583.jpg - Wikimedia Commons

La formula

Il club di agnelli lo ha prelevato dallo Schalke 04 con la formula del prestito oneroso (si parla di 3-6 milioni di euro) per un anno con diritto di riscatto – che diventerà obbligo se il ragazzo giocherà almeno il 60% delle partite disputate dalla Signora – fissato a 18 milioni. Un totale di 21-24 milioni, dunque, a cui si andranno ad aggiungere eventuali bonus, fino ad arrivare a un massimo di 28 milioni.

McKennie è già a Torino

Il calciatore ieri ha lasciato il ritiro dei tedeschi in Austria, e in serata è arrivato a Torino, dove questa mattina ha sostenuto le visite mediche e firmato i primi autografi per i suoi nuovi tifosi.

Scetticismo e curiosità

McKennnie sarà il primo statunitense a vestire i colori bianconeri del club piemontese,, e questo ha suscitato sensazioni diverse fra tifosi e addetti ai lavori: c’è sicuramente curiosità intorno a lui, e c’è anche chi è scettico riguardo le sue qualità e chi invece ha aspettative molto alte, forse anche troppo.

Chi è Weston McKennie, il nuovo acquisto della Juve

Ma chi è, quindi, Weston McKennie? Qual è la sua storia, quali le sue caratteristiche, come si adatterà al calcio italiano e alla Juventus? Proviamo a rispondere a queste domande e a spiegare chi è l’americano e cosa dobbiamo aspettarci dalla sua avventura italiana.

Biografia

Cominciamo col raccontare la sua storia.

Primi calci in Germania

Nato a Little Elm, Texas, il 28 agosto 1998 (auguri!), a 6 anni si è trasferito a Kaiserslautern, in Germania, dove il padre ha trovato un nuovo lavoro. Il trasferimento in Europa è stato fondamentale per lo sviluppo della carriera calcistica: se fosse rimasto in Texas, probabilmente, avrebbe giocato a Football Americano, mentre se fosse andato in Alaska adesso “forse questa  storia sarebbe stata su Weston lo snowboarder”, come lui stesso ha dichiarato a The Players’ Tribune. In Germania, dove è rimasto fino all’età di 9 anni, McKennie ha iniziato a giocare a pallone al parco, dopo scuola, come la maggior parte dei bambini del luogo. Sbocciato l’amore per il calcio, poi, ha iniziato a giocare per un club locale, dove il suo talento non è passato inosservato. Quando i McKennie sono tornati negli States, infatti, i dirigenti della squadra hanno suggerito ai genitori di farlo continuare con il calcio.

Cresciuto nella miglior academy americana

Il consiglio è stato ascoltato, e Weston è così cresciuto nella celebre Academy di FC Dallas, la migliore del Paese, a 50 Km da casa. Nelle giovanili dei rossoblù fino al 2016, spesso giocando con i ragazzi più grandi di lui, per le sue doti fisiche e tecniche ampiamente sopra la media dei suoi coetanei.

Nel giro delle selezioni giovanili USA fin dal 2013, nel 2016 ha partecipato con l’U19 alla Slovakia Cup, un torneo in cui ha giocato benissimo, venendo notato dagli osservatori dello Schake 04, uno dei più importanti club di Bundesliga

Ritorno in Germania: Schalke 04

I Königsblauen non hanno perso tempo, e lo hanno acquistato immediatamente a parametro zero, in quanto il ragazzo non ha rinnovato il proprio contratto con la franchigia americana.

Il periodo trascorso da piccolo a Kaiserslautern, come lui stesso ha ammesso, poi, lo ha aiutato a integrarsi bene e a non avere problemi di lingua quando è iniziata la sua seconda esperienza in Germania, che infatti è andata benissimo.

 Per la stagione 2016-2017 è stato aggregato alla squadra che in Italia chiamiamo primavera, ma già a maggio 2017 ha fatto il suo esordio in Bundes, giocando circa 25 minuti nell’1-1 contro l’Ingolstadt.

A partire dalla stagione successiva diventa un punto fermo della prima squadra: 25 presenze nel 2017-2018, 33 nel 2018-2019 (con tanto di esordio in Champions contro il Porto e gol contro il Lokomotiv Mosca), altrettante nel 2019-2020.

Dal suo arrivo a Gelsenkirchen in poi, le sue prestazioni sono sempre andate migliorando, e proprio l’ultima stagione, pessima per lo Schalke, è stata la migliore di McKennie, chiusa con 3 gol e come una delle pochissime note positive per il club. In totale, nella sua esperienza con i biancoblù ha collezionato oltre 5000 minuti in Bundesliga: un’infinità per un giocatore che compie oggi 22 anni.

Nazionale USA

Con lo USMNT, la nazionale maggiore statunitense, il centrocampista texano conta 19 presenze e 6 gol dal 2017, e il miglior risultato ottenuto con la casacca a stelle e strisce è il secondo posto alla Gold Cup 2019.

Analisi di Weston McKennie

Caratteristiche fisiche e atletiche

Veniamo ora alle caratteristiche fisiche, che sono probabilmente il suo punto di forza maggiore.’Forza’ è proprio una parola che gli si addice. McKennie, infatti, è molto ben strutturato fisicamente: è alto 185 cm, pesa circa 84 Kg, ed è piuttosto muscoloso. In una parola: roccioso

Forte è senz’altro l’aggettivo che meglio lo descrive dal punto di vista fisico, ma ha anche ottime qualità atletiche: buono – ma non ottimo – stacco, velocità e, soprattutto, grande resistenza. Da questo punto di vista, la sua dote migliore, è forse proprio quella di riuscire facilmente a correre per molto tempo ad alte velocità.

Capacità difensive

Questa sua caratteristica gli permette di coprire porzioni di campo molto ampie, e di essere un grande recuperatore di palloni, nonostante il tackle non sia una caratteristica per cui spicca, più che altro per la sua irruenza, che lo porta a commettere molti falli – e a prendere anche molti gialli (17 in 75 partite di Bundesliga). Infatti, il texano, preferisce rubare palla tramite intercetto (con lo Schalke ha avuto una media di 2.09 intercetti per partita, contro gli 1.60 di Bentancur, il migliore della Juve in questo fondamentale), sfruttando la sua capacità di leggere in anticipo le giocate degli altri, ottima nonostante la giovane età. 

Questa sua abilità nelle letture emerge anche quando deve calcolare la traiettoria del pallone: per questo motivo riesce a essere un ottimo colpitore di testa, nonostante sia, come abbiamo già detto, un saltatore bravo, ma non eccezionale. Questa sua abilità si riflette nei numeri: prima dello stop del campionato tedesco per il covid-19, l’americano aveva vinto il 60% dei duelli aerei, mentre basta guardare qualche video dei suoi gol su YouTube per accorgersi che la maggior parte di essi sono arrivati con colpi di testa. 

Inserimenti

Anche le sua predisposizone all’inserimento è dovuta alla capacità di lettura, e propedeutica alla realizzazione di gol di testa.

Pressing

La facilità di corsa permette a McKennie anche di essere utilissimo ai suoi allenatori per imbastire delle strategie di pressing alto: è un giocatore instancabile, che ama correre in avanti per riconquistare il possesso.

Pregi e difetti in fase difensiva

Gli piace un po’ meno correre all’indietro, e lo fa praticamente solo quando c’è da rincorre gli avversari: difficilmente si abbassa per dare un contributo alla retroguardia in fase di difesa posizionale. Questo potrebbe essere dovuto a un po’ di pigrizia, anche se può sembrare strano per un giocatore che fa dell’intensità il suo marchio di fabbrica. In una squadra ambiziosa ed esigente come la Juve, però, sicuramente potrà migliorare sotto questo aspetto. E diventerebbe utilissimo: avere un aiuto da parte di uno con la sua abilità nel gioco aereo sarebbe manna dal cielo per i difensori di Pirlo. 

Caratteristiche tecniche

Passando alle caratteristiche propriamente tecniche, McKennie è un destro naturale con piedi più educati di quanto si potrebbe superficialmente pensare, viste le sue caratteristiche fisiche.

Una delle sue doti migliori è senza dubbio il primo controllo, sempre ben orientato, che gli permette di eseguire bene e velocemente le giocate successive, oppure di superare gli interventi avversari.

Buon passatore, ma non è un regista

Chi pensa che per l’allenatore bresciano possa essere un’alternativa low cost a Locatelli, però, si sbaglia di grosso. Allo Schalke e in nazionale il texano ha svolto spesso il compito di regista, ma più che altro per mancanza di alternative da parte dei suoi allenatori. Infatti, è vero che ha una buona visione di gioco e che è molto preciso nei passaggi, tanto che prima del lockdown glien’era riuscito l’85% di quelli tentati – media da organizzatore di gioco di un top club. Ma è altrettanto vero che questi numeri sono dovuti al fatto che quasi sempre sceglie le linee di passaggio più banali, peccando in creatività e fantasia, qualità da cui una squadra del livello dei bianconeri non può certo prescindere nel fulcro della sua mediana.

Comunque, quando c’è da passare il pallone, l’ex Schalke è più bravo nel corto, anche se non è male nemmeno come lanciatore.

Abilità palla al piede

Come abbiamo visto, lo statunitense è un buon passatore, ma quando c’è da attaccare preferisce farlo in transizione, sfruttando gli spazi ampi da arare verticalmente palla al piede con la sua potenza e abilità nel proteggere palla, rompendo le linee di pressione avversarie e creando molti grattacapi alle difese.

Ha inoltre una discreta media gol per un centrocampista (un po’ più di 1 ogni 9 partite). La maggior parte, come abbiamo già detto, arrivano con colpi di testa o con inserimenti da dietro (qualità che è mancata quest’anno nei centrocampisti juventini). Non è male, però, neanche come tiratore da fuori: non sempre i suoi tiri sono precisissimi, ma quantomeno riesce molto spesso a colpire rapidamente la palla, anticipando gli interventi dei difensori avversari, e a imprimerle una potenza notevole.

Il dribbling, invece, non è la sua qualità migliore. Ciononostante, riesce molto spesso a cavarsela nello stretto grazie alle già citate capacità tecniche e di protezione della sfera.

Ruolo

La duttilità, invece, è la caratteristica di McKennie preferita dagli allenatori, che nel corso della sua breve carriera lo hanno impiegato in praticamente tutti i ruoli: difensore centrale, mediano, mezzala in centrocampi a 3, interno in mediane a 2, trequartista, terzino ed esterno destro, seconda punta o anche numero 9.

Questa sua versatilità tornerà sicuramente utile a Pirlo, che non ha fatto mistero di voler creare una squadra che possa mutare costantemente forma. Certo è però che l’americano è un giocatore che sa fare bene tutto, ma che non eccelle in niente di particolare, se non nella corsa, che però da sola non basta. Per giocare in una squadra fra le migliori al mondo, invece, c’è bisogno di spiccare almeno in qualcosa. Per questo motivo, in Italia dovrà specializzarsi in ruolo solo. Qual è, però, la posizione migliore per lui?

Terzino

Sicuramente non quella di terzino, dove ha giocato solo due volte, con risultati sufficienti ma non memorabili

Difensore centrale

Già meglio come difensore, specialmente come centrale o braccetto di destra in una difesa a 3, dove sarebbe utile per le sue abilità aeree e la sua velocità e predisposizione a correre in avanti, che lo rendono bravissimo nell’anticipo. Ha giocato, comunque, anche a 2, come centrale sinistro. In difesa, inoltre insieme a Bonucci, formerebbe una coppia dalle capacità tecniche ampiamente sopra la media, facilitando notevolmente l’uscita del pallone dalle retrovie. Schierandolo in posizione così arretrata, però, si perderebbe la possibilità di sfruttarlo per il recupero alto della palla e per le sue scorribande in avanti in conduzione.

Attaccante

Come attaccante, invece, si fa valere per velocità e forza fisica, ma non ha il senso del gol di un vero bomber.

Trequartista

Da trequartista va già meglio, perché può sfruttare la sua visione e la sua precisione per fornire assist, ma si perderebbero molti dei vantaggi che può dare in fase difensiva.

Centrocampista, il ruolo più adatto

Per tutti questi motivi, il ruolo dove sembra potersi trovare più a suo agio è in mezzo al campo. Anche qui, comunque, Pirlo potrebbe interpretarlo in diversi modi.

Come può impiegarlo Pirlo

Andrea Pirlo per MLS Magazine ITalia

 Per esempio, in chiave più difensiva, potrebbe metterlo davanti a una difesa a 4, per rompere il gioco avversario, facilitando il compito di regia di Arthur e lasciando Bentancur più libero di avanzare. Qui potrebbe anche abbassarsi fra i difensori per facilitare la costruzione in fase di possesso.

Oppure l’americano potrebbe essere la mezzala destra in un 3-5-2, ricoprendo a grandi linee il ruolo che era di Vidal – giocatore a cui, con le dovute proporzioni, somiglia abbastanza – ai tempi di Conte. Giocando così si sfrutterebbero di più le sue doti aerobiche, chiedendogli molto lavoro fondamentale: proteggere il regista, recupera palloni, attaccare in conduzione e concludere l’azione con diverse soluzioni: tiro da fuori, passaggio chiave o inserimento in area. Da mezzala, però, ha il difetto di non sapersi smarcare benissimo, anche se nel tempo sta facendo enormi progressi in questo fondamentale.

Come interno di una mediana a 4 o a 2, come spalla di Arthur o Bentancur, poi, i compiti a lui richiesti sarebbero sostanzialmente gli stessi, soltanto con molto più campo da coprire. Così, la sua facilità di corsa sarebbe forse sfruttata al massimo.

In ogni caso, probabilmente, la Juventus acquisterà un’altra mezzala più offensiva (De Paul? Aouar?), e McKennie sarà almeno all’inizio una riserva, che diventerà sempre importante nel corso della stagione, se gli sarà dato il tempo di crescere senza mettergli troppa fretta.

Caratteristiche psicologiche e mentali: personalità e distrazioni

Ad ogni modo, un’altra grande dote tenuta sicuramente in considerazione dalla Juventus quando l’ha scelto, e che lo aiuterà di sicuro a non farsi schiacciare dalla pressione, è la sua personalità

Nonostante la giovane età, infatti, ha già indossato più volte la fascia di capitano sia dello Schalke sia della nazionale. Il texano ha anche una fame di successo e una autostima notevoli, tanto che, sempre a The Players’ Tribune, ha dichiarato che anche da snowboarder o da pilota di slitte trainate da cani sarebbe diventato uno dei migliori al mondo. La fiducia nei suoi mezzi, però, a volte è anche eccessiva e lo porta a compiere errori gravi, come perdere palloni sanguinosi o sbagliare interventi mettendo in difficoltà i propri difensori

McKennie può sfondare nel calcio italiano

Nonostante tutto, comunque i suoi pregi sono molti più dei suoi difetti, e comunque ha solamente 22 anni, e quindi tutto il tempo per perfezionare i suoi punti di forza e limare le sue debolezze. 

In Germania e in nazionale ha sempre fatto bene, e noi siamo certi che anche in Italia sarà così, perché il ragazzo ha talento, fisicità e personalità, e perché dal punto di vista tattico sembra potersi incastrare bene negli schemi che si pensa adotterà Pirlo.

Brava Juve, ottima operazione

 In ogni caso, la Juventus si è tutelata: se il ragazzo dovesse rivelarsi un buco nell’acqua, semplicemente, non verrà riscattato, e la società avrà speso una manciata di milioni per una riserva. Se, invece, dovesse dare sensazioni interessanti, Madama potrà riscattarlo per una cifra tutto sommato bassa rispetto a quelle che vengono spese al giorno d’oggi per molte giovani promesse.

Complimenti dunque ai bianconeri, che hanno fatto un colpo davvero molto interessante, puntando finalmente su un talento americano, come già fanno altre grandi squadre europee come Manchester City (Steffen,) Bayern (Davies), Chelsea (Pulisic), Borussia Dortmund (Pulisic e Reyna) e Ajax (Dest), e in bocca al lupo – oltre che buon compleanno – a Weston McKennie, che da oggi inizia una nuova avventura, con la maglia della Vecchia Signora.

In questo video, Stefano Borghi, giornalista DAZN, analizza McKennie e come potrebbe giocare con Pirlo.

RECAP: biografia, formula e scheda tecnica Weston McKennie alla Juventus

– Nato a Little Elm, Texas, il 22 agosto 1998 (22 anni oggi)

– Cresciuto fra Germania e Dallas (miglior Academy USA)

– Allo Schalke da quando ha 18 anni: esordisce a maggio 2017 e non lascia più il ruolo di titolare in prima squadra

– Esordio e primo gol in Champions a ottobre 2017

– Il migliore dei suoi quest’annp

– UFFICIALE: da oggi è un nuovo giocatore della Juventus

– 3-6 mln di prestito, diritto di riscatto a 18 mln (obbligo se fa almeno il 60% delle presenze) più bonus fino a 28 mln

– Forza fisica 

– Faclità di corsa: velocità e resistenza

– Pressing alto

– Recuperatore di palloni, bravo nell’anticipo e nell’intercetto

– Bravo nel gioco aereo

– Buona tecnica: ottimo passatore nel corto, ma no ha la creatività di un regista

– Visione di gioco: tanti assist

– Capacità realizzative: colpi di testa, tiri da fuori e inserimenti.

– Duttilità: può giocare terzino, difensore centrale, centrocampista, esterno o attaccante. Il suo ruolo preferito, e quello in cui può rendere meglio, però, è quello di mezzala destra in un centrocampo a 3 o interno in una mediana a 2

– Personalità e fiducia nei propri mezzi, anche troppa: spesso perde palloni sanguinosi.

 

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