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la MLS si ferma in nome di Blake

di Riccardo Cerrone
MLS Black Lives Metter

La MLS ha preso una posizione importante nella lotta contro la discriminazione razziale: a seguito della morte di Floyd, lo scorso 25 Maggio, e della sparatoria in cui Blake è stato povero protagonista, anche il calcio statunitense si è schierato in maniera inequivocabile. Ieri sera sono state sospese le partite del palinsesto seguendo NBA e MLB.

La MLS si ferma per lottare contro il razzismo negli Stati Uniti

MLS Black Lives MetterDurante la notte tra il 26 ed il 27 Agosto del 2020, mentre dovevano essere giocate le partite della week 4 della MLS25, Orlando City e Nashville SC si sono affrontare su campo ad Orlando, dove la squadra di Nani ha vinto per 3 a 1. Ma subito dopo, a pochi passi da li, è successo l’imprevedibile: le squadre NBA con Milwaukee in testa, si sono rifiutate di scendere in campo, nel segno della campagna Black Lives Metter.

Da li anche le squadre di MLS hanno preso parte alla “sommossa” per dimostrare tutto il disappunto per la situazione sociale negli Stati Uniti che, da tre mesi circa a questa parte, sta  chiaramente intervenendo nella struttura popolare americana.

La MLS si ferma per dimostrare resistenza a favore della lotta contro il razzismo

Atlanta United, Inter Miami, Dallas FC, Colorado Rapids, Real Salt Lake, Los Angeles FC, San Josè Earthquakes, Portland Timbers, LA Galaxy e Seattle Sounders non sono scese in campo: pronta è arrivata la comunicazione della MLS firmata da Don Garber, nella quale l’organizzazione ed il commissioner si sono schierati dal lato della giustizia e della parità dei diritti umani.
Non può considerarsi una vera e propria presa di posizione della MLS, in quanto questo avrebbe definito chiaramente uno schieramento nella lotta sociale e politica attuale; non che in USA questo sia cosi desueto, anzi: le campagne politiche per le elezioni sono spesso finanziate da sovvenzioni private e, successivamente, lanciate e supportate da personaggi pubblici che si espongono palesando l’una o l’latra preferenza.

L’aspetto che più preoccupa in questo caso è che questa presa di posizione sportiva da parte dei calciatori, sia più rivolta all’operato di Donald Trump che alla gestione degli interventi della polizia americana che, a dirla tutta, è stata sempre sotto la lente di ingrandimento per metodi di intervento.

Si sta scrivendo una pagina di storia, non solo per lo sport e la MLS

MLS Black Lives Metter

Una situazione surreale, assolutamente nuova per la MLS e gli Stati Uniti d’America, che apre a scenari del tutto inaspettati: se gli atleti dovessero continuare in questo ammutinamento per poi magicamente sospenderlo subito dopo le elezioni presidenziali del 3 Novembre da cui Trump dovesse uscire sconfitto, a cosa avremmo assistito? Ad un ammutinamento nazionale da parte degli sportivi contro un presidente degli Stati Uniti?
Gli scenari sono molteplici, di certo l’influenza che la politica ha avuto nello sviluppo di questa stagione sportiva di MLS, MLB ed NBA è un evento che rimarrà sicuramente negli annali.

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