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Top 11 Serie A e MLS: Centrocampisti

di Nicolò Grosso
mls serie A 8 maggio 1889 cover

In questo periodo ci manca molto la Serie A, che così come la MLS, è ferma da due mesi a causa dell’emergenza coronavirus.  In mancanza di calcio giocato, una delle cose più belle da fare per noi appassionati è rivolgere lo sguardo a quello del passato, alla storia del gioco più bello del mondo.

Domani ricorre il 122° anniversario della prima partita di calcio ufficiale in Italia, e per celebrarlo, noi, da appassionati di calcio americano, vogliamo provare a stilare una Top 11 composta da giocatori che, nel corso della loro carriera, hanno militato in Serie A e in MLS.

Top 11 giocatori che hanno giocato in Serie A e MLS

 

Regole Top 11 Serie A e MLS

Per comporre questa squadra immaginaria, abbiamo scelto di prendere in considerazione solamente i giocatori che abbiano giocato in MLS (non NASL). Abbiamo inoltre deciso di selezionare solamente giocatori che abbiano avuto un impatto significativo in entrambi i campionati.

Ricordiamo che abbiamo scelto di schierare la nostra formazione sulla base di un 3-4-1-2. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato l’allenatore, il portiere e i difensori di questa Top 11. Oggi, invece, tocca ai centrocampisti, mentre domani sarà la volta degli attaccanti.

Top 11 Serie A e MLS: CENTROCAMPISTI

Esterno destro: David Beckham

 

Beckham è stato probabilmente il miglior giocatore della storia della MLS.  In Serie A ha giocato solamente due mezze stagioni con la maglia del Milan: da gennaio a maggio 2009 e da gennaio a maggio 2010. In questi due brevi periodi si è fatto comunque apprezzare per il suo impegno e la sua qualità (segna due gol in 28 partite), e tutta Italia gli esprime sentita vicinanza in seguito al brutto infortunio al tendine d’achille patito nella sfida contro il Chievo nel marzo 2010.

Lo schieriamo sulla  destra, dove ha espresso il suo calcio migliore col Manchester United, anche se in MLS e in Serie A ha giocato principalmente da mezzala.

Menzioni d’onore

Facciamo anche i nomi di Bacary Sagna e Gregory van der Wiel, entrambi – specialmente il francese – con ottime carriere alle spalle, ma apparizioni solo fugaci in Serie A e MLS

Centrocampisti centrali: Andrea Pirlo e Michael Bradely

Pirlo

Andrea Pirlo per MLS Magazine ITalia

Affidiamo la regia della nostra formazione al Maestro. Questo soprannome dice tutto di lui. Pirlo è stato forse il miglior regista della sua generazione: visione di gioco impareggiabile e precisione millimetrica nei passaggi, specialmente nei lanci lunghi. In Italia è stato una bandiera del Milan, prima di diventare protagonista della Juventus di Conte e Allegri. Nella sua infinita bacheca spiccano sei scudetti, due Champions, un Mondiale per club e, soprattutto, il mondiale 2006. In MLS  ha giocato due stagioni e mezzo, dal luglio 2015 al novembre 2017, forse per andare a svernare, come si dice. Infatti, veniva spesso criticato dai fans di NYCFC per il suo apparentemente scarso impegno, ma la sua superiorità era tale che riusciva a dominare il gioco anche muovendosi a ritmi blandi. Un solo gol in 60 presenze coi citizens, ma anche una marea di stupendi assist serviti ai compagni di squadra.

Bradley

 Abbiamo preferito il mediano americano ad altri centrocampisti che hanno avuto una militanza più lunga in Serie A, come Donadel, Taider e Dzemaili, tutti e tre ex Montreal Impact, e Nocerino, ex Orlando City. Abbiamo scelto lui perché ha vinto più degli altri in Nord America, coi Toronto FC, di cui è capitano e bandiera da ormai sette stagioni: nel suo palmarès ci sono una MLS Cup, un Supporters’ Shield e tre Canadian Championship. Per lui anche 151 presenze e 17 gol con la nazionale americana, con cui ha vinto due Gold Cup. Con la nazionale ha anche partecipato a due edizioni dei mondiali (2010 e 2014). In Italia è arrivato nel 2011 al Chievo, squadra con cui ha giocato una stagione, facendosi molto apprezzare per quantità e qualità, tanto che Zdenek Zeman lo ha voluto a tutti i costi per la sua Roma l’anno seguente. In giallorosso ha giocato fino al 2014, vivendo momenti di alti e bassi in un periodo complicato per la squadra capitolina. Nel complesso la sua esperienza italiana non è andata per niente male, e in MLS si è imposto come uno dei migliori centrocampisti della lega, anche se ultimamente le sue prestazioni hanno subito un lieve calo.

Menzioni d’onore

Detto di Donadel, Dzemaili e Taider, il grande escluso è sicuramente Lothar Matthäus,che sarebbe stato senza dubbio una delle stelle di questa Top 11. Il tedeco, però, che avremmo anche potuto citare fra i difensori, ha giocato in MLS, con i N.Y. Metrostars, solamente 16 partite, senza lasciare un segno particolare. Per questo motivo gli abbiamo preferito Bradlehy e Pirlo.

Esterno sinistro: Roberto Donadoni

Donadoni con la maglia del Milan (Wikipedia)

Premettiamo subito che Donadoni ha costruito la sua carriera sulla fascia opposta (ruolo in cui è stato uno dei migliori) interpreti di sempre e, nel finale di carriera, è stato un’ottima mezzala.  Qualche volta, però, a sinistra ci ha giocato e, pur di inserirlo in questa Top 11, noi lo schieriamo lì. Con il Milan di Sacchi e Capello ha vinto tutto: i trofei più importanti conquistati sono i sei scudetti, le tre Champions e le due Coppe Intercontinentali. In MLS ha giocato nel 1996 e nel 1997 insieme a Caricola negli sfortunati NY Metrostars, prima di tornare al Milan e chiudere la carriera in Arabia Saudita. Coi Metrostars gioca molto bene, dimostrando di essere tutt’altro che bollito, come erroneamente si credeva. Viene inserito nel MLS Best XI del 1996.

Menzioni d’onore

Fra gli esclusi, citiamo l’ex Genoa e NY Metrostars Branco (gran giocatore, ma solo 11 partite per lui in MLS) e Ashley Cole (che non ha lasciato il segno né alla Roma né ai Galaxy). Come ala sinistra, poi, va fatto il nome di Ignacio Piatti, che però, come abbiamo spiegato nell’introduzione, abbiamo tenuto fuori perché la sua parentesi al Lecce non è stata molto positiva.

Trequartista: Kakà

Anche lui ha vinto tutto con il Milan: scudetto, Supercoppa, Champions e Mondiale per Club, coronando una carriera meravigliosa con l’ottenimento del Pallone d’oro 2007. Inoltre, ha vinto il mondiale 2002 col Brasile. Le qualità di Kakà sono note a tutti: visione di gioco eccellente, tecnica sopraffina, atletismo disarmante e tiro dalla distanza micidiale. In MLS è stato capitano e stella di Orlando City dal 2015 al 2017: 24 reti e 22 assist in 75 partite di MLS per lui e tanta, tantissima classe con cui ha deliziato il pubblico americano.

Menzioni d’onore

Menzione d’onore per altri due grandi giocatori. Il primo è un ex compagno di Kakà a Orlando e in nazionale: Julio Baptista, giocatore dalle qualità indiscutibili, anche se espresse solo in parte alla Roma. In MLS ha giocato solamente 23 partite nel 2016, segnando comunque 6 gol, aiutando i viola, che hanno mancato i playoff di un solo punto (mai così vicini). L’altro grande, grandissimo escluso è Maxi Moralez. Il piccolo fantasista argentino ha vestito 142 volte la maglia nerazzurra dell’Atalanta tra l’agosto 2011 e il gennaio 2016, onorandola a suon di grandi prestazioni, che lo hanno fatto diventare in quegli anni un idolo della tifoseria bergamasca. In MLS gioca – benissimo – dal 2017 a New York City. Ultimamente ha arretrato leggermente il suo raggio d’azione, diventando così il fulcro della squadra. Essendo rigorista, è poi un beniamino dei fantallenatori.

Siete d’accordo con noi o avreste fatto altre scelte? Ci siamo dimenticati qualche nome? Fatecelo sapere nei commenti.

A domani con gli attaccanti. Chi avremo scelto? Provate a indovinare.


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