Home NewsLa MLS che vende: 218 milioni incassati nel 2026 e un vivaio diventato business

La MLS che vende: 218 milioni incassati nel 2026 e un vivaio diventato business

Sette club hanno incassato la cifra record della loro storia: dietro i grandi acquisti c'è un campionato che ha imparato a vendere

di Redazione MLS Magazine
La MLS incassa 218 milioni di dollari dalle cessioni nel 2026, cifra record
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Della sessione di mercato 2026 si è raccontato soprattutto il lato spettacolare: i 370 milioni di dollari spesi, Lewandowski a Chicago, Griezmann a Orlando. Ma il numero che cambia davvero la natura della MLS è un altro, e fa molto meno rumore: 218 milioni incassati dalle cessioni. Anche questo è un record, ed è il segnale che il campionato nordamericano ha smesso di essere soltanto un acquirente.

Il dato che nessuno ha raccontato

I 218 milioni di dollari generati dai trasferimenti in uscita segnano una crescita del 7,9% rispetto ai 202 milioni del 2025. Non è un’esplosione, è una progressione: il terzo anno consecutivo di aumento, su entrambi i fronti del bilancio.

La distribuzione è la parte interessante. Tredici club hanno completato o l’acquisto record della propria storia o la cessione record, e sette franchigie hanno incassato la cifra più alta di sempre per un proprio giocatore: Colorado Rapids, LA Galaxy, Nashville SC, Portland Timbers, Real Salt Lake, San Diego FC e St. Louis CITY SC. Non è più il fenomeno di due o tre società illuminate: è un comportamento di sistema.

Infografica con le cessioni più ricche della MLS nel 2026: Herrington, Gozo, Navarro e Joveljic
Le operazioni in uscita più ricche della stagione. Dati: MLS, Goal.com

Herrington e Gozo, i due casi simbolo

L’operazione più ricca porta la firma dei Colorado Rapids, che hanno ceduto il difensore centrale Lucas Herrington all’Hull City per una cifra che può arrivare a 23 milioni di dollari. Un difensore adolescente, cresciuto nel sistema americano, venduto a una squadra inglese per il prezzo di un centravanti affermato: dieci anni fa sarebbe stato impensabile.

Il secondo caso è forse ancora più significativo. L’esterno Zavier Gozo, considerato un futuro nazionale statunitense, è passato dal Real Salt Lake al Crystal Palace per 15 milioni: si tratta della seconda cifra più alta mai incassata dalla MLS per un Homegrown Player, cioè per un giocatore formato nel vivaio del club che lo ha venduto.

È questo il punto vero. La MLS non sta vendendo i suoi campioni importati — quelli arrivano già maturi e restano fino al ritiro. Sta vendendo i giocatori che produce. E le accademie, per la prima volta, sono diventate una voce attiva di bilancio invece che un costo.

Il mercato interno che nessuno guarda

C’è poi un capitolo che in Europa non esiste e che in America è esploso proprio quest’anno: gli scambi di denaro tra franchigie della stessa lega. La regola che consente a un club MLS di pagare un altro club MLS per acquisire un giocatore ha prodotto operazioni di dimensioni inedite.

St. Louis CITY ha speso 12 milioni di dollari per Rafael Navarro: è la cifra più alta mai pagata in un trasferimento interno alla MLS. Seattle Sounders ne ha investiti 6 per Dejan Joveljic. Sono numeri che, sommati, spostano il baricentro economico del campionato e che di fatto creano un secondo mercato parallelo a quello internazionale.

La conseguenza pratica è che un direttore sportivo MLS oggi ragiona come un collega europeo di media fascia: costruisce plusvalenze, monitora i contratti in scadenza, valuta se trattenere un ventenne o monetizzarlo. È una mentalità che il campionato non aveva.

Comprare giovani per rivenderli

Il lato in entrata conferma la traiettoria. Dei 370 milioni spesi — il record assoluto della lega, in crescita del 10,1% sui 336 milioni del 2025 — poco meno del sessanta per cento è andato su giocatori di venticinque anni o meno.

Toronto FC ha investito 22 milioni iniziali, che possono salire a 27 con i bonus, per l’attaccante della nazionale statunitense Josh Sargent. Sporting Kansas City ne ha messi 18 su un esterno brasiliano, blindato con un contratto quinquennale. Sono operazioni costruite per generare valore, non per riempire uno stadio.

I grandi nomi europei restano, ovviamente: trenta giocatori con esperienza mondiale sono approdati in MLS quest’anno, venti dei quali reduci dalla rassegna del 2026. Ma sono diventati l’eccezione dentro una strategia diversa, non più la strategia stessa.

Cosa cambia dal 2027

Il passaggio decisivo deve ancora arrivare. Con il nuovo calendario da luglio a maggio in vigore dal 2027, le finestre di mercato della MLS coincideranno con quelle dei grandi campionati europei. Oggi un club americano che vende a luglio perde il giocatore a metà stagione; dal 2027 venderà a fine annata, come tutti.

A questo si aggiunge la discussione, ancora aperta, su un allentamento dei vincoli salariali, che darebbe alle franchigie più libertà di manovra sia in entrata sia nella gestione dei contratti.

Messe insieme, le due riforme puntano nella stessa direzione: trasformare la MLS in un mercato normale, integrato nel circuito globale. I 218 milioni del 2026 sono il primo indicatore concreto che il processo è già cominciato — e che, per una volta, la notizia economica è più interessante di quella di campo.

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