Home NewsLa MLS cambia calendario: dal 2027 si gioca da luglio a maggio. Cosa succede davvero

La MLS cambia calendario: dal 2027 si gioca da luglio a maggio. Cosa succede davvero

Sprint Season, pausa invernale e MLS Cup di primavera: guida alla riforma più importante degli ultimi vent'anni

di Redazione MLS Magazine
Il nuovo calendario MLS dal 2027: stagione da luglio a maggio
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È la decisione più importante presa dalla MLS negli ultimi vent’anni, e in Italia se ne è parlato pochissimo. Dal 2027 il campionato americano abbandona il calendario primavera-autunno e passa al modello europeo: si comincia a luglio, si finisce a maggio. In mezzo c’è una stagione di transizione che non assomiglia a nulla di già visto.

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Cosa ha deciso esattamente la MLS

Il Board of Governors della lega ha approvato il cambio nel novembre 2025. Il nuovo schema prevede una stagione regolare che parte a luglio e si chiude con gli Audi MLS Cup Playoffs e la MLS Cup nel maggio dell’anno successivo, con una pausa invernale da metà dicembre a gennaio inoltrato. Nessuna partita a gennaio, e l’intenzione dichiarata di limitare il numero di gare casalinghe nei mercati del nord durante dicembre e febbraio.

Tradotto per un lettore italiano: la MLS 2027-28 avrà la stessa struttura temporale della Serie A. Kickoff d’estate, trofeo in primavera.

Timeline della transizione al nuovo calendario MLS tra 2026 e 2028
Le tappe della transizione al nuovo calendario

La “Sprint Season”: il 2027 che non è una stagione

Il passaggio da un modello all’altro lascia scoperto un buco di sei mesi, e la MLS lo ha risolto inventandosi qualcosa che nel calcio nordamericano non si era mai visto: una stagione lampo. Da febbraio a maggio 2027 ogni squadra giocherà quattordici partite di regular season, seguite da playoff e da una MLS Cup assegnata a maggio 2027.

Non è un torneo di consolazione. I risultati della Sprint Season determineranno le qualificazioni 2027 alla Lamar Hunt U.S. Open Cup, al Canadian Championship, alla Leagues Cup e alla Concacaf Champions Cup. Quattordici giornate per definire un anno intero di competizioni continentali: un formato compresso, potenzialmente caotico, e per questo probabilmente molto divertente da seguire.

Poi, dal luglio 2027, si entra a regime con la prima vera stagione lunga del nuovo corso.

Perché la MLS lo fa: il mercato

La ragione numero uno è il calciomercato. Con il vecchio calendario, la MLS apriva la sua finestra principale mentre l’Europa era in pausa e chiudeva la secondaria a stagione ormai inoltrata. Il risultato era un cortocircuito permanente: le squadre americane compravano quando i club europei non vendevano, e i grandi acquisti arrivavano quando il campionato era già oltre la metà.

La lega stessa ha usato due esempi che valgono più di qualsiasi analisi. Son Heung-min e Lionel Messi, i due colpi più clamorosi del decennio, sono entrambi arrivati a stagione abbondantemente iniziata, con i nuovi compagni che avevano già quindici o venti partite nelle gambe. Con il nuovo calendario, i grandi acquisti estivi arriveranno prima del ritiro, e potranno essere integrati in preparazione anziché nel mezzo di una corsa ai playoff.

Chi conosce i meccanismi della lega sa quanto questo sia rilevante: in un sistema regolato da salary cap, Designated Players e slot internazionali — li abbiamo spiegati nella guida completa al regolamento MLS 2026 — ogni settimana di adattamento in più vale come un rinforzo.

Perché la MLS lo fa: le nazionali

Il secondo motivo riguarda i calendari FIFA. Nel vecchio schema, i playoff — cioè la parte più importante e più seguita della stagione — cadevano tra ottobre e novembre, esattamente sopra le finestre internazionali. Ogni anno decine di giocatori lasciavano i club nel momento decisivo.

Spostando playoff e MLS Cup a maggio, la lega si mette al riparo: la post-season non verrà più interrotta dalle soste. E d’estate, quando si giocano i grandi tornei internazionali, i giocatori saranno liberi. Il commissario tecnico degli Stati Uniti Mauricio Pochettino ha definito il cambio “un grande passo avanti per la MLS”, e dal suo punto di vista si capisce perfettamente perché.

Il problema che tutti si pongono: il freddo

È l’obiezione ovvia. Giocare da luglio a maggio in un paese che comprende Minneapolis, Montréal, Toronto, Denver e Chicago significa affrontare l’inverno nordamericano, che non è l’inverno di Torino.

La lega dice di aver lavorato su analisi meteo e logistiche approfondite, in dialogo con il sindacato dei giocatori. Le contromisure annunciate sono tre: pausa piena da metà dicembre a inizio febbraio, nessuna partita a gennaio, e un numero limitato di gare casalinghe nei mercati settentrionali a dicembre e febbraio. Sulla carta funziona. Nella pratica, dipenderà da quanto la lega sarà disposta a squilibrare i calendari di alcuni club per proteggerli dal meteo — e da come reagiranno le tifoserie che si vedranno concentrare le partite in casa in blocchi ravvicinati.

Cosa cambia per chi guarda dall’Italia

Molto, e in meglio. Oggi seguire la MLS dall’Europa significa vivere in controtempo: quando in Italia si assegna lo scudetto, in America si è a un terzo di stagione; quando la Serie A riparte, la MLS entra nei playoff. Dal 2027 i due campionati respireranno allo stesso ritmo, con la MLS Cup a maggio a chiudere la stagione insieme alle finali europee.

C’è anche un elemento di accessibilità: la distribuzione internazionale è stata riorganizzata per allargare la platea di abbonati raggiungibili. Per orientarsi tra piattaforme e orari nella stagione in corso resta valida la nostra guida su dove vedere la MLS in Italia.

Il quadro più grande

Il cambio di calendario non arriva isolato. La MLS sta ridisegnando contemporaneamente la propria governance — con Larry Berg subentrato a Don Garber come commissario — e discute apertamente di un allargamento del format dei playoff. Sono tre leve che agiscono nella stessa direzione: rendere il campionato americano meno “eccezione” e più parte del sistema calcistico globale.

È una scommessa con dei rischi. La MLS rinuncia al vantaggio competitivo di essere l’unico grande campionato in attività durante l’estate europea, e si espone a un confronto diretto con Premier League, Liga e Serie A nella stessa finestra di attenzione. Ma è anche una scelta coerente con l’ambizione dichiarata: dopo un Mondiale giocato in casa, la lega ha deciso che vuole competere sul mercato globale con le stesse regole di tutti gli altri.

La verifica arriverà tra due estati. Nel frattempo, c’è una stagione da chiudere e una Sprint Season di quattordici partite che promette di essere il torneo più imprevedibile mai organizzato in Nord America.

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