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IL DISASTRO SAN JOSE EARTHQUAKES: COSA NON VA?

San Jose Earthquakes, una società storica in MLS, non riesce più a splendere come una volta. Quali sono le cause e come cambiare rotta?

di Jacopo Di Martino
San Jose Earthquakes

 

Il campionato di MLS 2024 è nel pieno sviluppo e dopo aver visto più della metà delle partite da giocare, è possibile trarre già alcune conclusioni riguardo alcune compagini americane e canadesi. Ad esempio: la crescita esponenziale registrata dall’Inter Miami grazie all’arrivo del Tata Martino sulla panchina degli Herons e grazie, ovviamente, all’approdo nel campionato americano del pluripremiato Lionel Messi, detentore del record di Palloni d’Oro vinti durante tutta la sua carriera, ben 8. Oppure, la costanza di rendimento registrata dal Columbus Crew grazie allo stratega Wilfried Nancy: l’allenatore francese ha vinto alla sua prima stagione in Ohio la MLS Cup ed è pronto, insieme ai suoi ragazzi, a difendere il titolo anche quest’anno. Ma così come esistono situazioni positive, è logico che altre compagini invece non stiano vivendo il loro momento più florido. Una di queste è proprio la squadra di San Jose Earthquakes, attuale fanalino di coda dopo più di metà stagione.

La situazione dei quakes è molto delicata e in questo articolo verrà analizzato il loro andamento durante la stagione corrente, le possibili decisioni da prendere al fine di tentare di salvare una stagione pressoché disastrosa e alcuni commenti per ciò che riguarderà il futuro del club.

 

SAN JOSE EARTHQUAKES – COSA STA ANDANDO STORTO?

 

Una squadra piena di storia in America e con un discreto palmarès finora, ma che purtroppo non è riuscita ad ingranare sin da subito: i quakes rappresentano – almeno per quest’anno – il fanalino di coda della Major League Soccer americana e, forse, la squadra meno attrezzata del campionato. Eppure il progetto sembrava essere destinato a durare a lungo. Ma cos’è che non sta funzionando nel meccanismo dei nerazzurri?

Non c’è dubbio sul fatto che le prestazioni siano al di sotto del livello del campionato a cui stiamo assistendo quest’anno: i ritmi delle altre compagini sono nettamente superiori, si coprono varie porzioni di campo in maniera omogenea e si è in grado di ribaltare un’azione difensiva trasformandola in offensiva. Il dinamismo e il cinismo sottoporta sono alcune delle caratteristiche che la squadra californiana ha dimostrato di non avere. Eppure, la qualità in zona offensiva non manca: basti pensare a calciatori come Ebobisse, Pellegrino, Espinoza o Yueill. Sicuramente, l’organizzazione in campo è da rivedere, e gran parte delle responsabilità le ha, o meglio le ha avute, l’ex head coach Luchi Gonzalez: l’allenatore americano ex Dallas e USA ha sicuramente sbagliato l’approccio da utilizzare per il campionato di MLS 2024, visto anche l’incremento del livello di qualità e gioco del resto delle squadre. Invece di evolversi ed essere in grado di contrastare le numerose difese a 3 schierate dalle altre squadre, che imponevano a loro volta un gioco aggressivo sin da subito e a tutto campo, ai quakes è mancato l’approccio tecnico-tattico necessario per poter competere almeno per un posto ai playoff, il vero obiettivo di ogni squadra per ogni campionato.

 

A CHI IL COMPITO DI GUIDARE LA SQUADRA?

 

Adesso, dopo l’addio di Luchi Gonzalez, sulla panchina di San Jose è seduto Ian Russell, vice allenatore dal 2023 che avrà una chance per poter dimostrare di saper trascinare un gruppo con il morale a terra almeno verso una fine di campionato dignitosa. Il nuovo coach ad interim finora ha collezionato 3 punti in 3 partite grazie alla vittoria di misura registrata in casa nell’ultimo turno di campionato – se ti sei perso le nostre analisi dettagliate per la WEEK 23 di MLS, clicca qui – contro Chicago Fire, altra squadra che non sta vivendo un buon momento in questo 2024. Certamente una vittoria che arriva dopo mesi e mesi di astinenza potrebbe risollevare il morale di un gruppo modesto di giocatori, con il tentativo di poter colpire nel profondo di ciascuno di essi per tornare a lottare per una maglia che rappresenta l’essenza e la storia della Major League Soccer. Una maglia, quella dei quakes che andrebbe onorata e sudata fino alla fine, vista l’importanza storica della compagine californiana e visti i talenti generazionali passati da San Jose durante la loro carriera.

 

IMPORTANZA TATTICA E CARISMATICA DI UN LEADER

 

Uno su tutti, il recordman di gol in MLS Chris Wondolowski, presente nello staff della squadra in veste di collaboratore tecnico e vice allenatore. Un uomo che sa cosa significa sudare per la propria maglia e non tradirla mai. Si perché Wondolowski ha giocato sempre e solo per gli Earthquakes, salvo una parentesi triennale al Houston Dynamo per ovvi motivi, ossia lo scioglimento del San Jose e il conseguente trasferimento in Texas di tutto lo staff e giocatori. Houston Dynamo che poi è diventata una compagine a sé dopo la rifondazione del San Jose ricollocato in California, dove Wondolowski è tornato. Un calciatore che ha sempre fatto la differenza e che, per sua sfortuna, non ha mai vinto un trofeo nazionale con la propria squadra: lui che merita più di tutti all’interno di questo staff un ruolo da protagonista. Il 4-2-3-1 imposto da Luchi Gonzalez prima e da Ian Russell poi, potrebbe rappresentare una chiave per il gioco aggressivo e tattico che ha in mente la leggenda del calcio americano e che potrebbe applicare qualora dovesse fallire la parentesi Russell per la fine di questa stagione. La sovrapposizione dei terzini, l’impiego a tutto campo di centrocampisti ed esterni a ricoprire la fase difensiva prima e quella offensiva poi, il dinamismo e la capacità di lettura delle situazioni in base al tempo e all’esperienza: sono queste le caratteristiche che potrebbero fare al caso di San Jose Earthquakes in vista della prossima stagione.

 

TRA CERTEZZE E SCOMMESSE PER IL FINALE DI STAGIONE

 

La società non deve in alcun modo farsi scappare i talenti offensivi che, fino ad ora, non stanno incidendo così come ci si aspetterebbe: il loro prezzo attualmente è in continuo crollo e l’occasione di rinascita potrebbe essere più che un’utopia. La MLS ci ha ormai abituati all’idea che se una squadra finisce ultima in una stagione, in quella seguente può benissimo ricomporsi e ambire alle prime posizioni. Perciò, è necessario ripartire dalle certezze offensive che sono Ebobisse, Pellegrino ed Espinoza. I tre attaccanti hanno finora registrato numeri al di sotto delle proprie capacità e sicuramente l’approccio offensivo del tecnico americano non ha messo in luce le ottime qualità del tridente offensivo nerazzurro. Qualora dovesse fallire il progetto ad interim di Ian Russell, bisognerebbe virare su un uomo spogliatoio e capace di leggere le partite in modo alternativo rispetto a quello visto in questa stagione.

 

PER IL FUTURO DI SAN JOSE EARTHQUAKES, DA DOVE RIPARTIRE?

 

Un approccio differente tatticamente, quindi, è richiesto in vista del prossimo campionato, e l’uomo che potrebbe fare al caso dei quakes potrebbe essere più vicino di quanto si possa pensare. L’allenatore in questione, il già citato Chris Wondolowski, potrebbe rappresentare la soluzione migliore per un approccio nuovo e conforme a quella che sembrerebbe essere la nuova direzione del calcio statunitense: più spazi aperti e riservati agli uno contro uno, solidità tattica e coordinazione tra difesa e centrocampo, comunicazione efficace con il portiere, ma soprattutto opzioni differenti nel reparto offensivo e maggiore libertà di inventare e creare calcio nella trequarti avversaria. Questi sono i principi tattici di mister Wondolowski, storica figura offensiva di San Jose Earthquakes che tiene alla maglia più di tutti e che, grazie al carisma e al proprio attaccamento alla maglia, potrebbe seriamente convincere i propri giocatori di essere in grado anche di lottare per arrivare fino in fondo ad un’eventuale futura MLS Cup.

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