La Transatlantic Challenge Cup (Trans-Atlantic Challenge Cup) è stato il torneo internazionale della vecchia NASL: dal 1980 al 1984 mise di fronte i New York Cosmos e altre franchigie americane a grandi club europei e sudamericani come Roma, Napoli, Fiorentina, Udinese, Celtic e Barcellona. I Cosmos la vinsero tre volte (1980, 1983 e 1984), Seattle Sounders e Chicago Sting una volta ciascuno.
Le origini: dall’International Soccer League alla Transatlantic Cup
La Trans-Atlantic Challenge Cup è l’ultimo torneo statunitense della vecchia NASL a contrapporre squadre americane ai più rinomati club europei e sudamericani. Arriva sulla scia della NASL International Cup, istituita nel 1969 e rimasta in vita fino al 1972, che a sua volta affondava le radici nella storica International Soccer League creata da William D. Cox.
In precedenza le squadre americane prendevano in prestito team stranieri, facendo loro indossare maglie e nomi delle franchigie a stelle e strisce. In seguito le amichevoli con le compagini europee e latinoamericane vennero inserite nel campionato con punti validi per la classifica, come accadde per il tour dei messicani del Veracruz nel 1973: l’anno in cui, grazie all’exploit dei Philadelphia Atoms, gli americani cominciarono a conoscere il soccer e la NASL, dopo i fallimenti del 1967 (con le leghe ancora divise, NPSL e USA) e del 1968, il primo campionato NASL in assoluto. Per approfondire quel periodo leggi anche le meteore della NASL.
Le squadre d’oltreoceano venivano già da tempo negli USA per amichevoli e tour pagati a suon di dollari, a cominciare dal Santos di Pelé, ma anche molti club italiani, inglesi e tedeschi. Tornei come il LA Soccer Classic, l’Europac Tournament e infine la Trans-Atlantic Challenge Cup avevano però un sapore diverso: erano l’occasione per le squadre americane di farsi notare dal mondo, dimostrare che il soccer USA non andava sottovalutato e, grazie a sponsor e dirette TV, portare soldi in cassa in assenza di un vero contratto televisivo.
Chi ha inventato la Transatlantic Challenge Cup
Non si sa con certezza chi abbia avuto l’idea, ma si suppone sia stata una trovata dei vertici della Warner, proprietaria dei Cosmos, per spettacolarizzare ancora di più il soccer e la propria squadra, fiore all’occhiello della NASL. L’obiettivo era anche dare lustro internazionale a una lega malvista dalla FIFA per alcune regole diverse – la famosa linea del fuorigioco a 35 yard e gli shoot-out al posto dei rigori – e considerata da molti un cimitero degli elefanti, nonostante la presenza, accanto alle stelle al tramonto, di giocatori ancora competitivi come Gerd Müller, Roberto Cabañas e Teófilo Cubillas.
Albo d’oro della Transatlantic Challenge Cup
| Edizione | Vincitore | Altre partecipanti | Formula |
|---|---|---|---|
| 1980 | New York Cosmos | Vancouver Whitecaps, Manchester City, Roma | Girone all’italiana |
| 1981 | Seattle Sounders | New York Cosmos, Celtic, Southampton | Girone all’italiana |
| 1982 | Chicago Sting | New York Cosmos, Napoli, Nacional Montevideo | Girone e finali |
| 1983 | New York Cosmos | Seattle Sounders, Fiorentina, São Paulo | Girone all’italiana |
| 1984 | New York Cosmos | Udinese, Barcellona, Fluminense | Eliminazione diretta |
1980: Cosmos, Whitecaps, Manchester City e Roma
La prima edizione si gioca tra il Giants Stadium e il Canada. Oltre ai Cosmos partecipano i Vancouver Whitecaps, che un anno prima li avevano clamorosamente eliminati dalla corsa al titolo NASL 1979, e due club europei: lo storico Manchester City e la Roma.
Si comincia il 21 maggio 1980 a New York con una sfida dal sapore epico tra gli USA, rappresentati dai Cosmos (con pochissimi americani in campo), e l’Inghilterra del Manchester City dell’ex Dennis Tueart, soprannominato “the menace”. Vincono i Cosmos 3-2 con una doppietta di Giorgio Chinaglia e un gol del “maestro di Belgrado” Vladislav Bogićević; per gli inglesi segnano Tueart, con il classico gol dell’ex, e il polacco Kazimierz Deyna. Spettatori: 31.480.
Lo stesso giorno a Vancouver i Whitecaps pareggiano con la Roma: gol di Guido Ugolotti per i giallorossi e pari canadese di Carl Valentine, davanti a 23.334 spettatori all’Empire Stadium.
Il 24 maggio è una giornata nera per l’Europa: il Manchester City, già reduce da figuracce americane fin dal 1968, viene travolto 5-0 in Canada davanti a 32.794 spettatori. Non va meglio alla Roma, battuta 5-3 al Giants Stadium da una tripletta di Chinaglia che, per il suo passato laziale, sente odore di derby. Unico dato negativo il botteghino: 27.746 paganti.
La sfida decisiva tra Cosmos e Whitecaps si gioca il 26 maggio al Giants Stadium, con i padroni di casa in cerca di rivincita. I canadesi passano avanti al 72′ con Ray Hankin su assist di Alan Ball, ma quattro minuti dopo un contestatissimo gol di Chinaglia, nato da una mischia, vale l’1-1 e il trofeo ai Cosmos per la miglior differenza reti, davanti a 60.384 spettatori.
1981: la guerra fredda e il trionfo dei Seattle Sounders
La seconda edizione rischia di tingersi di guerra fredda. Tra le invitate c’erano i sovietici dello Shakhtar Donetsk, che però a organizzazione ormai chiusa danno forfait. La ragione ufficiale: nei Cosmos giocava il sudafricano Steve Wegerle, mentre il Sudafrica era escluso dalla FIFA per l’apartheid. Non si sa se fosse il vero motivo o una ripicca per il boicottaggio americano delle Olimpiadi di Mosca 1980.
Al loro posto arriva il Celtic, che sbarca a New York appena ventiquattro ore prima del via. Completano il quadro i Seattle Sounders e il Southampton di Kevin Keegan.
L’11 luglio a Seattle i Sounders battono il Southampton 3-1 davanti a 22.449 spettatori. Il giorno dopo al Giants Stadium il Celtic, frenato dal jet lag e dal campo sintetico, cede 2-0 ai Cosmos (gol di Julio César Romero e Jeff Durgan) davanti a 29.205 spettatori. Il calo di pubblico riflette la crisi di una NASL ormai senza contratto televisivo e lacerata da spinte interne.
Tre giorni dopo i Cosmos battono il Southampton 2-1 con gol di Romero e Bogićević, mentre al Kingdome i Sounders superano il Celtic 2-1 con una doppietta di Jeff Bourne davanti a 28.986 paganti.
L’ultima giornata si gioca al Giants Stadium il 19 luglio 1981, ma stavolta per i Cosmos non c’è lieto fine: il 3-3 con i Sounders consegna il trofeo a Seattle per la miglior differenza reti, tra la delusione dei 40.000 spettatori. Per i Sounders segnano Steve Daley e Kevin Bond (doppietta), per i Cosmos Chinaglia (doppietta) e il belga François Van der Elst. Nella sfida per il terzo posto il Celtic batte 2-1 il Southampton.
1982: il Napoli, il Nacional e la beffa dei Chicago Sting
Nel 1982 oltre ai Cosmos partecipano i Chicago Sting di Karl-Heinz Granitza, campioni NASL 1981 dopo aver battuto proprio i Cosmos agli shoot-out, il Napoli e gli uruguaiani del Nacional de Montevideo.
Il 26 maggio al Giants Stadium i Cosmos pareggiano 2-2 con il Napoli: doppietta di Romero, per gli azzurri segnano Pellegrini e Damiani, davanti a 28.887 paganti. Il giorno dopo a Chicago gli Sting e il Nacional chiudono 0-0, l’unico pareggio a reti bianche della storia del torneo, con appena 8.747 spettatori nel cavernoso Comiskey Park.
Il 29 maggio si gioca in contemporanea: i Cosmos battono il Nacional e gli Sting il Napoli, entrambi per 3-1, ma il pubblico delude (poco più di 10.000 a Chicago e 14.000 a New York). Per i Cosmos segnano Cabañas, Moyers e Chinaglia, per gli uruguaiani Cabrera.
Il 31 maggio al Giants Stadium il Napoli vince 3-0 la finale di consolazione contro il Nacional, mentre nella finale accade l’incredibile: gli Sting battono i Cosmos 4-3. Ai newyorkesi vengono annullati due gol, uno per fuorigioco e uno per carica di Chinaglia, che segna comunque tre reti. Per Chicago a segno Granitza, eterno secondo di Chinaglia nella classifica marcatori, l’inglese Gordon Hill e il tedesco Arno Steffenhagen con una doppietta. Il New York Times titola “Bow to the Sting”, inchinatevi agli Sting. Spettatori: 36.904.
Sul calo di pubblico pesano la crisi della NASL, la scarsa base di tifosi degli Sting, sempre in giro da uno stadio all’altro, e la scelta poco felice del Nacional, in una New York senza una vera comunità uruguaiana.
1983: la Fiorentina di Antognoni e il ritorno dei Cosmos
Nel 1983 partecipano i Seattle Sounders, battuti di misura dai Cosmos nella finale NASL dell’anno prima, la Fiorentina di Antognoni, Graziani e Passarella e i brasiliani del São Paulo.
Il 30 maggio i Cosmos travolgono la Fiorentina 4-1 con gol di Moyers, doppietta di Chinaglia e un autogol; per i viola segna Antognoni, davanti a 31.294 spettatori. In contemporanea i Sounders battono 4-2 il São Paulo con doppiette di David Kemp e Mark Peterson (per i brasiliani Renato e Humberto), ma al Kingdome ci sono solo 6.792 spettatori, e appena 7.123 per la sconfitta di misura contro la Fiorentina. Quei Sounders, in crisi di risultati, soldi e pubblico, chiuderanno a fine 1983, un anno prima della lega.
Il 1° giugno il São Paulo batte i Cosmos 3-2 davanti a 26.641 spettatori. Dopo il 5-3 della Fiorentina sui brasiliani, i Cosmos devono vincere contro i Sounders e lo fanno con un netto 4-1, in un Giants Stadium riempito quasi come ai vecchi tempi da 51.825 spettatori per il double header. Il trofeo torna a New York dopo le delusioni del 1981 e del 1982.
1984: l’Udinese di Zico, il Barcellona di Maradona e l’ultima coppa
L’ultima edizione coincide con la fine della NASL e ha un tono più dimesso. I Cosmos sono l’unica squadra della lega e per la prima volta si gioca a eliminazione diretta. Le avversarie sono il Fluminense, il Barcellona di Diego Armando Maradona e l’Udinese di Zico.
Il 28 maggio, sotto una pioggia battente, il Barcellona passa in vantaggio con una doppietta dell’argentino Husillos, preso in prestito dal Murcia per l’occasione. Poi i Cosmos ribaltano tutto e vincono 5-3 con gol di Cabañas, Neeskens, Bogićević e una doppietta dell’americano Steve Moyers. Nell’altra semifinale Fluminense e Udinese chiudono 1-1 dopo i supplementari e i friulani vincono 4-2 ai rigori. Spettatori: 37.629, tanti per una stagione in cui i Cosmos faticavano a superare quota diecimila.
Il 3 giugno il Barcellona conquista il terzo posto battendo ai rigori il Fluminense (2-2, 7-6 dal dischetto). In finale i Cosmos, orfani di Chinaglia, ritiratosi a fine 1983 e diventato presidente e azionista di maggioranza, travolgono l’Udinese 4-1 con gol di Alan Green, Dragan Vujović, Stan Terlecki e Gerry Gray; per i friulani segna Marchetti. Davanti a 31.400 spettatori si chiude così la storia della Trans-Atlantic Challenge Cup, l’ultimo trofeo, il canto del cigno, dei Cosmos.
Cosa resta della Transatlantic Challenge Cup oggi
Al di là delle capacità organizzative americane, il torneo dimostra che la NASL, pur considerata un cimitero degli elefanti, era più competitiva di quanto si pensasse, anche se molti club ospiti vivevano quelle partite come amichevoli ben pagate. Come già la U.S. Bicentennial Cup del 1976, la NASL anticipò i tempi e gettò le basi per il calcio americano di oggi e per le grandi sfide internazionali estive, dall’International Champions Cup degli anni Dieci, spesso giocata negli stadi del football, alla Leagues Cup tra MLS e Liga MX. Per capire come il soccer è rinato dopo la fine della NASL leggi La resurrezione del soccer.
Ora che i New York Cosmos sono tornati nella nuova USL, sarebbe bello per i nostalgici, per gli appassionati di soccer e per i tifosi dei rinati Cosmos rivedere una competizione simile, con la squadra più famosa d’America e un’altra franchigia USL o MLS contro club europei e sudamericani. Quando la squadra che fece impazzire l’America lascerà Paterson per la futura USL Premiership potrebbe succedere; per ora, chi vivrà vedrà. Per tutte le edizioni e i risultati c’è l’archivio di RSSSF.

