Sono arrivati nella stessa estate, a poche settimane di distanza, con curriculum che si somigliano: un Pallone d’Oro contro un campione del mondo, oltre mille gol in carriera in due. Ma Robert Lewandowski a Chicago e Antoine Griezmann a Orlando stanno facendo due lavori completamente diversi. E il modo in cui la MLS li sta usando racconta più cose sul campionato di quante ne racconti qualsiasi cifra di mercato.
Due arrivi, due contesti opposti
Lewandowski ha esordito il 22 luglio contro l’Inter Miami, sessantatré minuti in una sconfitta per 3-2. Due settimane dopo, il 2 agosto, ha firmato la sua prima doppietta in MLS nella gara casalinga d’esordio, decidendo la partita. Griezmann ha fatto ancora prima: gol al debutto, nel 4-0 sul San Jose, con un mancino al 48′.
La differenza sta in quello che hanno trovato. Il polacco è atterrato in un Chicago Fire che funzionava già: undici vittorie, sei pareggi e sei sconfitte, 39 punti, una squadra dentro la corsa playoff. Il francese ha ereditato un Orlando tredicesimo a Est, con meno di un punto a partita e una stagione già archiviata dai suoi stessi tifosi.
C’è poi un dettaglio che spiega molto del ruolo di Lewandowski: il Chicago lo ha preso perché doveva sostituire qualcuno. Il 23 luglio, un giorno dopo il debutto del polacco, il club ha ceduto Hugo Cuypers al Monterrey per una cifra milionaria. Il belga aveva segnato 13 gol in 11 partite nella prima parte di stagione, stabilendo il record di club con gol in dieci presenze consecutive. Lewandowski non è arrivato per cambiare un progetto: è arrivato per non farlo crollare.
I numeri, senza retorica
Nella sola regular season MLS, il polacco ha messo insieme sei gol e due assist in 725 minuti, con una valutazione media di 7.3 secondo FotMob. Griezmann è a sette gol e tre assist in 810 minuti di campionato, che diventano nove reti se si contano tutte le competizioni.

Tradotto in efficienza: Lewandowski segna una volta ogni 121 minuti, Griezmann una ogni 116. Sono numeri praticamente sovrapponibili, e sono ottimi in assoluto — per capirci, nessuno dei due è lontano dal ritmo di Leo Messi, che guida la classifica marcatori con 19 gol.
Il divario, però, non è nei numeri. È nella curva. Il polacco ha avuto due partite di rodaggio a secco, poi è entrato in ritmo e ha mantenuto un rendimento regolare: gol al Toronto il 5 settembre con assist annesso, gol all’Inter Miami il 10. Griezmann ha invece innescato una serie: cinque partite consecutive a segno, tre gol vittoria di fila, sette reti nelle ultime cinque uscite. Uno è costante, l’altro è esplosivo.
Il gol non è tutto: chi cambia la squadra
Qui il confronto diventa interessante. Il Chicago con Lewandowski fa più o meno quello che faceva con Cuypers: una squadra solida, con un centravanti di riferimento che converte le occasioni prodotte dal sistema. L’Orlando con Griezmann è un’altra squadra rispetto a quella di giugno.
Il dato più eloquente riguarda proprio i Lions: venti punti in dieci giornate dopo il debutto del francese, contro una media inferiore al punto a partita nel periodo precedente. E in tutte le gare in cui Griezmann è andato a segno, l’Orlando non ha mai perso: sei vittorie e un pareggio. Il francese non gioca da centravanti puro — si abbassa, collega, attira marcature — e questo ha liberato Martín Ojeda e restituito profondità a una squadra che prima attaccava in modo prevedibile.
Non è un demerito di Lewandowski. È una differenza di mandato. Al Chicago serviva un numero nove che garantisse quindici gol l’anno; a Orlando serviva qualcuno che rimettesse in piedi un’idea di gioco. Entrambi stanno facendo il loro lavoro.
Cosa dice questo sulla MLS del 2026
La lettura complessiva è che il campionato nordamericano ha smesso di comprare nomi e ha iniziato a comprare funzioni. La MLS ha chiuso il 2026 con 370 milioni di dollari spesi sul mercato in entrata, cifra record, e con oltre trenta giocatori con esperienza mondiale approdati nel giro di pochi mesi. Ma i due colpi più rumorosi sono stati costruiti su esigenze tecniche precise, non su considerazioni di botteghino.
È un cambio di paradigma rispetto all’era dei grandi nomi a fine corsa. Anche l’età lo conferma: quasi il sessanta per cento degli acquisti di questa sessione ha venticinque anni o meno. Lewandowski e Griezmann sono le eccezioni celebri di un mercato che, nel complesso, è diventato molto più giovane e molto più ragionato.
Le prossime settimane diranno chi ha vinto
Il giudizio definitivo, ovviamente, arriverà ai playoff. Per Griezmann c’è il capitolo aggiuntivo della U.S. Open Cup, con l’Orlando a due vittorie dal secondo trofeo della storia del club, e un calendario che prevede trasferte pesanti a New England e a Philadelphia. Per Lewandowski si tratta soprattutto di consolidare la posizione del Chicago nella volata verso il Decision Day, dove la Eastern Conference è tutt’altro che definita.
C’è anche una posta in palio individuale: il premio di Newcomer of the Year. Oggi Griezmann parte avanti, perché all’impatto realizzativo somma la trasformazione della squadra. Ma la stagione della MLS si decide in autunno, e Lewandowski ha ancora tutto il tempo per ribaltare la narrazione nel modo che gli riesce meglio: segnando.


