Home NewsCorsa MVP 2026: Messi verso un tris che nessuno ha mai centrato in MLS

Corsa MVP 2026: Messi verso un tris che nessuno ha mai centrato in MLS

Trentadue contributi al gol in ventisette giornate: i numeri dell'argentino e gli unici argomenti che possono ancora riaprire la corsa

di Redazione MLS Magazine
Lionel Messi verso il terzo premio MVP della MLS nella stagione 2026
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Il Landon Donovan MLS MVP verrà assegnato tra fine novembre e inizio dicembre, ma la corsa ha già un favorito evidente. Leo Messi guida la classifica marcatori con 19 gol e ne ha aggiunti 13 di assist: nessuno, in questa MLS, incide così tanto. Se lo vincesse, diventerebbe il primo giocatore nella storia del campionato a conquistare tre premi MVP. E non sarebbe nemmeno il suo trofeo individuale più prestigioso della stagione.

I numeri che rendono il caso quasi chiuso

Alla giornata 27, l’argentino guida la classifica della Golden Boot presented by Audi con 19 reti, davanti a Petar Musa del Dallas (18) e a un gruppo fermo a quota 15 composto da Nicolás Fernández del NYCFC, Brian White di Vancouver e Sam Surridge del Nashville. Ma la vera distanza si misura sui contributi totali: 32 tra gol e assist in 1.910 minuti giocati.

Infografica con i candidati al premio MVP della MLS 2026 per gol e assist
I principali candidati MVP per gol più assist in regular season. Dati: MLSsoccer.com, aggiornati alla giornata 27

Il primo inseguitore su questo terreno è Evander del Cincinnati, che con 13 gol e 11 assist arriva a 24. Poi Musa (18+5), Nicolás Fernández (15+7), Denis Bouanga del LAFC (13+8) e Guilherme dell’Houston (13+8). Tutti profili di altissimo livello, tutti a una distanza che, a otto giornate dal termine, è difficile da colmare.

C’è anche un dato di contesto che aiuta: Messi ha già vinto il premio nel 2024 e nel 2025. Nessuno, in trent’anni di MLS, ci è mai riuscito tre volte. La statistica, di per sé, non vota — ma la narrazione pesa, e questa stagione gli offre anche un’altra vetrina: l’argentino è l’unico giocatore della MLS nella lista dei trenta candidati al Pallone d’Oro 2026.

L’unico argomento contro: il rendimento di squadra

Se esiste una crepa nel caso Messi, è quella. Il premio MVP della MLS ha storicamente premiato giocatori che trascinavano squadre in cima alla classifica, e l’Inter Miami di questa stagione non è la capolista a Est. Il 2-2 contro il Nashville ha certificato una distanza che rimane, e il club ha cambiato guida tecnica in corsa, aprendo l’era Kily González in un momento in cui la stabilità sarebbe stata preferibile.

È esattamente il terreno su cui si muovono le candidature alternative. Sam Surridge, per esempio: 15 gol per il Nashville che viaggia verso il Supporters’ Shield con un margine considerevole. Se i votanti decidessero di premiare il miglior giocatore della migliore squadra — criterio non scritto ma storicamente influente — la corsa si riaprirebbe.

Lo stesso vale per Evander. Ventiquattro contributi diretti al gol da centrocampista, con il Cincinnati stabilmente nelle posizioni che contano, sono un profilo da MVP classico: quello del giocatore che tocca ogni azione offensiva della squadra.

I candidati che si sono sfilati

A inizio stagione la lista dei possibili rivali di Messi era più lunga. Son Heung-min era considerato l’antagonista naturale, ma il coreano ha rallentato nella seconda parte dell’annata ed è uscito dalla top ten dei marcatori. Thomas Müller era entrato nel discorso grazie al rendimento di Vancouver, capolista a Ovest, ma il colpo alla coscia rimediato contro il Galaxy lo ha fermato nel momento peggiore: i votanti guardano soprattutto alla fase decisiva, e restare fuori a settembre costa caro.

Discorso a parte per Antoine Griezmann. Il francese sta facendo, in proporzione, la cosa più impressionante del campionato — cinque partite consecutive a segno e un Orlando risalito dal tredicesimo al sesto posto — ma è arrivato a luglio. Il suo premio naturale è il Newcomer of the Year, non l’MVP: il minutaggio non gli consente di competere su base stagionale.

Le otto giornate che restano

Quello che può ancora cambiare le carte è il finale di regular season. Se l’Inter Miami dovesse risalire fino a insidiare le prime posizioni della Eastern Conference, l’ultimo argomento contro Messi cadrebbe. Se invece dovesse scivolare verso il turno preliminare dei playoff, i votanti avrebbero un motivo concreto per guardare altrove.

La volata verso il Decision Day, insomma, non deciderà soltanto la griglia della post-season. Deciderà anche se la MLS avrà il suo primo tre volte MVP, o se il 2026 sarà ricordato come l’anno in cui il campionato ha scelto, per una volta, di premiare qualcun altro.

Il pronostico, oggi, resta uno solo. Ma il calcio nordamericano ha una lunga tradizione di finali imprevedibili, e otto giornate sono tante.

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