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Luci e ombre sul ritorno dei Cosmos

Il ritorno dei Cosmos è sicuramente una buona notizia, tuttavia vi sono alcune criticità che spieghiamo in questo articolo

di Dario Torrente

I Cosmos ieri e oggi

Come già è stato annunciato, I New York Cosmos, inattivi da cinque anni nella lega calcistica indipendente denominata NISA, sono stati riportati in vita dall’architetto afro-americano Baye Adofo – Wilson in quel di Paterson, New Jersey. La notizia è stata accolta con grande gioia dai nostalgici di quella che fu la squadra di soccer che fece finalmente menzionare l’America del nord nell’atlante calcistico mondiale e dai tifosi degli anni recenti, i ragazzi dei Five Points e La banda del Cosmos. Dopo la normale e giusta euforia della notizia che il sodalizio un tempo antesignano dei galacticos e precursore di una certa mentalità nel calcio mondiale, concorrerà nella USL Division One, parlando con alcuni tifosi ed analizzando la situazione sono venuti fuori dei punti critici i quali non possono essere nascosti come cenere sotto il tappeto. La nuova proprietà ha comunicato più volte che i redivivi Cosmos dovranno diventare un punto di riferimento nel territorio e per questo motivo, come già accadde negli anni ’70, il nome della città di New York è stato per il momento depennato dal vecchio/nuovo logo della squadra, e non è una novità in quanto, se si va a leggere la storia di questo oramai mitico sodalizio si evince che per la maggior parte dei loro anni di gloria ed anche successivamente giocarono fuori New York, perché Long Island, per quanto faccia parte dello stato di New York non fa comunque parte della città escluso l’ultimo pezzo denominato appunto Brooklyn, ed il Giants Stadium, teatro delle gesta casalinghe dal 1977 fino al 1984 si trovava a Meadowlands, in New Jersey. La distanza dalla città all’area dove era presente il Giants Stadium non è in realtà  molto differente da quella che un newyorkese dovrà percorrere se vorrà recarsi la domenica a Paterson per vedere la terza reincarnazione dei New York Cosmos, ma più di qualcuno ha espresso delle perplessità. Innanzitutto la squadra andrà a militare in una terza divisione, con la concorrenza in città di New York Red Bulls (che a dispetto del nome giocano anche loro in New Jersey) ed i New York City FC, emanazione a stelle e strisce del Mancester City dello sceicco Mansour, senza contare le squadre degli altri sport tipicamente americani e la vasta gamma di intrattenimento che la grande mela può offire. Si è detto che la USL vuole però diventare un’alternativa alla MLS dando vita nel 2027 ad una nuova superlega che per la prima volta nel mondo dei pro sports americani sperimenterà promozioni e retrocessioni, quindi in prospettiva le cose potrebbero cambiare presto, ma per ora si riparte da una terza divisione anche se meglio organizzata della NISA (che non sappiamo tra le altre cose se esisterà nel 2026 e se manterrà lo status di terza divisione) senza possibilità visto il sistema ora vigente di salire di livello anche in caso di vittoria del campionato di categoria.

Criticità sulla location attuale

Un altro punto critico da non trascurare è la situazione attuale della città di Paterson. Quella che era un tempo una realtà industriale conosciuta in tutta l’America tanto da meritarsi il nome di Silk City, la città della seta, insieme agli altri nomignoli di Iron City e Cotton City, non è riuscita a fare fronte al declino, tanto che nel 1983 era stata classificata come la quinta città più povera d’America mentre nel 2020 si calcolava che il 25% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà. Questa situazione, come successe d’altronde anche in Michigan dopo che la General Motors cominciò a ridurre la manodopera e chiudere impianti per delocalizzare in Messico, ha creato uno sconvolgimento nel tessuto demografico con la popolazione di origine europea che ha abbandonato la città in cerca di più verdi pascoli e nuove comunità di immigrati che hanno sostituito quelle che oramai erano diventate parte del tessuto sociale economico e politico dell’America. Attualmente la popolazione di origine europea a Paterson, nonostante restino ancora tracce evidenti di quella che fu la comunità italiana, nel 2020 era appena il 7,84% della popolazione. Anche gli afro-americani hanno in parte abbandonato la città passando dal 37% degli anni ’90 al 22% del 2020. Attualmente la maggior parte dei nuovi abitanti di Paterson è di origine latino-americana ma con una netta prevalenza di dominicani e portoricani, seguono molto distanziati e con percentuali che viaggiano dal tre al cinque per cento peruviani e colombiani. Questa attuale composizione della società cittadina è un altro indice di criticità in quanto, come ben si sa, dominicani e portoricani non sono mai stati interessati al Fùtbol, come viene chiamato nei paesi di lingua spagnola, o soccer, come viene invece chiamato negli Usa, ma come i loro vicini cubani e come i venezuelani impazziscono per il baseball, questo anche per via dell’alta presenza di atleti originari dei loro paesi o discendenti della comunità di immigrati negli Usa nella MLB, il non plus ultra del baseball americano e mondiale, mentre le loro nazionali calcistiche non hanno mai raggiunto risultati ragguardevoli. Ricordiamo nel 2017 un 5 – 1 subito dalla nazionale dominicana proprio ad opera dei Cosmos in un’amichevole precampionato, corredato da parole di fuoco della stampa locale contro i giocatori della propria nazionale e la federcalcio dominicana, e andando indietro nel tempo resta agli annali un’umiliante sconfitta della nazionale portoricana il 26 Settembre del 1975 contro i New York Cosmos di Pélé (che segnò una doppietta) per ben 12 a 1. Anche se tra giovani e giovanissimi il fùtbol risulta comunque in aumento come interesse e numero di praticanti, ci vorrà molto tempo prima che possa raggiungere un interesse che si avvicini a quello generato dal baseball, ma anche da  pallavolo, popolare in questa comunità soprattutto tra le donne, e basket. A questo si aggiunge anche la presenza di una numerosa comunità musulmana proveniente soprattutto dal Bangladesh, dove lo sport nazionale non è il calcio bensì il cricket, sport dove la nazionale di questo stato, soprannominata Le Tigri, è oramai una partecipazione fissa alla coppa del mondo dal 1999, e dopo alcune annate non particolarmente felici è comunque arrivata ad ottenere alcuni pregevoli risultati quali il Super 8 nella coppa del mondo T20 nel 2024, la semifinale del 2017 nell’ICC Champions Trophy, le finali del 2012 e 2016 in Asian Cup dove successivamente, nel 2023 e 2025 ha raggiunto il Super Four, nonché la vittoria dei giochi asiatici nel 2010 e la medaglia di bronzo nel 2022. Un altro dato da non trascurare è che lo sport nazionale tipicamente americano per eccellenza, che al contrario di quanti possano pensare non è il football americano, ma è il baseball, (con la prima lega professionista ancora parte dell’attuale MLB, nata nel 1876,) proviene proprio dal cricket. Questo significa che per affinità tra i due sport sarà molto più facile che questa comunità, anche per essere accettata dalla società vista la diffidenza verso i musulmani dovuta agli eventi politici delle ultime decadi, segua in massa il baseball anche per sentirsi più americana che non il soccer, chiamato per molti decenni con sprezzo lo “sport straniero” o lo “sport comunista”, per via dei successi sportivi delle nazionali dell’allora Patto di Varsavia.

Le ultime notizie

Per il momento la rinata società sportiva sta cercando di farsi conoscere nella comunità locale anche per desiderio dell’attuale proprietà che vuole che la squadra diventi un riferimento permanente nel panorama locale degli sport professionisti, sperando che il blasone per via delle passate imprese dei tempi eroici della prima NASL ma anche gli avvenimenti accaduti nella seconda incarnazione dei Cosmos e della Nasl quali la presenza di giocatori quali Marcos Senna, Raul, Juan Arango, l’ex nazionale Usa Danny Sztela, che tra le altre cose aveva giocato in Italia nel Brescia, e per breve tempo anche quelle di Amauri e del croato Niko Kranijcar e le imprese di battere in US Open Cup New York Red Bulls e New York City FC, nonché i titoli vinti nel 2013, 2015 e 2016 e le amichevoli con squadre internazionali del passato ma anche di anni più recenti quali anche la famosa amichevole con la nazionale cubana, che diede molta visibilità soprattutto in campi extra sportivi, ma anche le vittorie su Valencia e St Pauli possano affascinare gli appassionati dello sport più  bello del mondo al punto di fargli comprare un abbonamento stagionale o perlomeno qualche biglietto per le cosiddette partite di cartello. Intanto, come è consuetudine negli Usa, che, non dimentichiamolo, oltre ad essere la terra delle opportunità sono anche la terra del marketing e delle pubbliche relazioni,  tra le varie iniziative per farsi conoscere e radicarsi nella loro nuova realtà, i Cosmos hanno presenziato alla festa della comunità peruviana, che celebrava l’anniversario dell’indipendenza dalla Spagna, mentre nel mese dell’orgoglio latino-americano i social della squadra hanno ricordato il nazionale peruviano Ramon Mifflin, che negli anni ’70 aveva giocato assieme a Pélé. Inoltre, forse grazie alla presenza di Jose Angulo, ex calciatore colombiano ora responsabile del settore giovanile, sono state stipulate varie convenzioni con un considerevole numero di squadre locali quali i Morris Elite, che nel 2018 estromisero i Cosmos dalla finale regionale NPSL, il Passaic FC, Unisamba FC, Southside Soccer Club, Fox Soccer Academy, i Jacson Lions di proprietà dell’italo-americano Mike Durazzo, ASC NY e Nasa United FC. Nel frattempo si stanno effettuando i try – outs ovvero  selezioni per reclutare giocatori locali che faranno parte dell’ossatura della squadra, assieme a qualche giocatore di esperienza e, si spera, anche un paio di calciatori di fama internazionale in cerca del loro ultimo ingaggio. Per ora quello che si sa è che l’italo-uruguaiano Sebastian Guenzatti, è il primo giocatore messo sotto contratto dalla squadra. Questo giocatore non è affatto nuovo da queste parti perché fu tra i primi ad essere messo sotto contratto dall’allora presidente Seamus O’Brien e che fu tra i principali fautori dei successi della squadra negli anni della seconda Nasl, ovvero le tre vittorie del soccer bowl sotto la gestione tecnica di Giovanni Savarese. Formatosi nelle giovanili del Penarol, aveva giocato nove partite con l’Huracan FC, squadra minore di Montevideo, per essere poi assoldato alla corte di Savarese dove si è distinto negli anni diventando una pedina determinante nei successi della squadra. Inspiegabilmente non trattenuto sotto la presidenza Commisso, ha poi vestito le maglie di Tampa Bay Rowdies, Indy Eleven e Detroit City FC, tre squadre di punta della USL Championship, e presto vedremo chi oltre lui farà parte della squadra sperando in qualche giocatore  della MLS e come già detto un paio di fuoriclasse di fama mondiale che oltre al nome in dote siano  in grado di sparare le loro ultime cartucce. Tornando a parlare di radicamento sul territorio, tra le altre iniziative per guadagnarsi la necessaria visibilità i nuovi Cosmos hanno organizzato la consueta festa di presentazione alla città tenutasi all’Hinchliffe Stadium, complesso nato per il baseball con una capienza di 7800 spettatori , dove il tifo organizzato, ha fatto la sua presenza dopo cinque anni con tanto di fumogeni, tamburi e striscioni appesi, e durante la tradizione americana del giorno del ringraziamento, i tifosi dei Five Points e La Banda del Cosmos hanno svolto come loro consuetudine, essendo da anni attivi anche nel sociale, opera di volontariato servendo del cibo ai più bisognosi. Oltre una campagna acquisti con un paio di grossi nomi e giocatori conosciuti localmente, gli eventi studiati per diventare parte del tessuto metropolitano, le opere di volontariato che sicuramente creano consenso nella comunità locale, forse una cosa utile sarebbe anche un servizio di navette che da alcuni punti della megalopoli di New York porti abbonati e possessori di biglietti in New Jersey ad un prezzo abbordabile per tutti.

Forse sarebbe stato meglio altrove….

Il nuovo proprietario che è nato e cresciuto a Paterson e conosce anche il territorio circostante essendo stato anche vicesindaco nella vicina Newark, crede molto nel progetto di squadra che oltre che competere sul campo diventi un punto di riferimento per la città che rappresenta, ma avessimo potuto scegliere da dove ripartire forse sarebbe stato meglio l’Ichan Stadium di Manhattan, uno stadio di 5000 posti sorto sul sito dello storico Downing Stadium, l’Aviator Sports and Events Center di Brooklyn, con una capienza di poco meno di 7000 spettatori già n uso da varie scuole ed università locali come quella di Berkeley e lo storico club etnico Blau Weiss Gottschee, fondato da immigrati tedeschi ai tempi in cui il soccer era lo sport degli immigrati e coi quali i Cosmos all’inizio della loro rifondazione avevano iniziato una collaborazione poi interrotta. Oltretutto con la presenza all’ex MCU Park dei Brooklyn FC di proprietà, tra i vari soci, del figlio di George Weah e del gruppo imprenditoriale che possiede il Campobasso Calcio e gli elvetici del Locarno tra le altre squadre, si sarebbe potuta creare una rivalità cittadina e di quartiere pur non competendo, almeno per ora, nella stessa lega. Altre possibilità sarebbero state Staten Island, parte degli storici boroughs di New York dove gli oriundi italiani arrivano a un terzo della popolazione e dove c’è un diamante del baseball con capienza di circa 7000 spettatori attualmente casa degli Staten Island FerryHawks. Oltretutto essendo Staten Island chiamata il borgo dimenticato, the forgotten borough, la presenza della squadra avrebbe potuto facilmente diventare un qualcosa in cui identificarsi e la numerosa comunità italo-americana avrebbe sicuramente garantito un certo seguito. Un’altra ottima opzione avrebbe potuto essere Yonkers, che vista la vicinanza con New York è chiamata the sixt borough, e già negli anni passati il sindaco locale, tra l’altro ancora in carica, Mike Spano, aveva proposto ai Cosmos di trasferirsi lì. Anche in questo comune alle porte di New York è ancora presente una numerosa comunità italiana, e sicuramente vista la disoccupazione molto bassa, appena il 2,8 % nel dopo covid-19, ci sarebbe stata meno difficoltà a convincere gli abitanti a sottoscrivere un abbonamento annuale per i New York Cosmos. Ma Baye Adofo – Wlson è molto inserito nel suo contesto e già essendo intenzionato a fondare una franchigia pro soccer nella sua città, ha preso al volo l’opportunità che gli si è presentata. Onestamente crediamo nella sua buona fede e nell’intenzione di far diventare i Cosmos un punto di riferimento non solamente sportivo in una città che da tempo vive momenti difficili, e non possiamo che sperare, sia per i Cosmos che per la città di Paterson, nella riuscita  del suo progetto.

Ulteriori domande

Un’altra cosa che suscita perplessità è stata la scelta dell’allenatore Davide Corti che ha un bagaglio di esperienza un po’ scarso avendo allenato solamente nel settore giovanile e le squadre femminili di Milan e Sampdoria. Tutti avrebbero voluto il ritorno di Giovanni Savarese o in alternativa un allenatore titolato, ma non dimentichiamoci che anche lo stesso Savarese, sulla panchina degli storici Portland Timbers in MLS dal 2017 non aveva avuto alcuna esperienza se non quella di allenare i Cosmos Under23,  un insieme di giovani provenienti da college e squadre giovanili, dispuntando alcune amichevoli con squadre di quarta divisione aspettando di dover concorrere nell’allora PDL (oggi USL League Two) cosa che poi non avvenne, quindi per ora tutto quello che si può fare è sedersi ed aspettare. Altro dato curioso è il non sapere se Rocco Commisso è attualmente al di fuori del progetto o presente come socio minoritario, e in caso sapere quante azioni sono ancora in mano sua. Attualmente, oltre a Baye Adofo – Wilson risultano tra gli investitori l’ex calciatore Giuseppe Rossi, attuale presidente del club che non ha certo bisogno di presentazioni, il cavallo di ritorno Erik Stover, già dirigente dei Metrostar/ Red Bulls, e degli stessi Cosmos dal 2013 al 2017, l’imprenditrice Sapna Shah, filantropa e finanziatrice di sport  soprattutto femminili alla quale probabilmente verrà affidato il compito di creare la sezione femminile della squadra che dovrebbe prendere piede nel 2027, ma alcune fonti danno anche l’attuale patron della Fiorentina originario di Gioiosa Jonica come socio di minoranza, mentre in altre non viene menzionato. Quale sarà la verità? La scopriremo nelle prossime puntate, da Paterson per ora è tutto.

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