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Gli anni difficili del soccer: La nascita della MLS

Dopo la fine della NASL, gli Usa avranno finalmente una lega pro soccer

di Dario Torrente

La nona a ed ultima puntata del nostro viaggio all’indietro negli anni difficili del soccer Usa si conclude con la nascita della MLS sull’onda dei mondiali Usa ’94. In questo articolo scritto da Hank Hersch intitolato “Now the hard part” uscito il 31 Ottobre 1994, una lunga intervista ad Alan Rothenberg, organizzatore della Coppa del Mondo Usa ’94 invero non nuovo ad imprese di questo genere (era già presente alle Olimpiadi di Los Angeles avvenute una decade prima) il quale spiega la situazione di cantiere aperto della nascitura lega. L’entusiasmo sembra già in parte evaporato e le sponsorizzazioni e gli investimenti vanno a rilento, ciononostante Rothenberg resta fiducioso anche se ipotizza, come poi avverrà, che la MLS potrebbe iniziare le operazioni nel ’96 invece che nel ’95, ma il seme è stato piantato e la macchina si è messa in moto, gli anni duri del soccer sono finalmente un brutto ricordo e dopo 12 anni dopo la fine della NASL gli usa avranno finalmente una prima divisione degna di tale nome

 

Usa ’94 e l’euforia per il soccer

Vi ricordate la Coppa del Mondo ’94? Rinfrescante maratona di intrattenimento sportivo della scorsa estate negli Stati Uniti, maratona di soccer in TV, gente nei bar blaterare di 4-4-2, brasiliani con gli occhi spiritato che ballavano il samba, vi ricordate? Certo che vi ricordate. Ora vi ricordate cosa si supponeva dovesse accadere dopo? Il soccer professionista negli Usa. Sapete, la Major League Soccer (MLS), l prima divisione outdoor che dorebbe cominciare nell’Aprile 1995, il cosiddetto lasciato della Coppa del Mondo, lo sport professionista degli anni 2000. Cosa? Ne avete sentito vagamente parlare? Nonostante avessero già scommesso sull’idea?

Due settimane fa, la cosa più vicina in questo paese ad una prima divisione – La American Professional Soccer League (APSL), composta di sette squadre – ha organizzato la sua quinta finale in Canada. La squadra di casa, I Montreal Impact, hanno battuto per 1-0 i Colorado Foxes allo stadio Claude-Robillard. Nonostante la folla di 8169 persone, più del previsto, abbia invaso il campo per celebrare la vittoria, quanto si è visto è lontano anni luce da quello che la FIFA si aspettava quando ha concesso il mondiale agli Stati Uniti con l’obbligo di creare una prima divisione professionista.

Negli Usa la partita è stata trasmessa solo da TV via cavo locali, gli spettatori alla partita erano prevalentemente franco-canadesi e nessuno dei 24 giocatori che hanno solcato il campo era talmente bravo da esser stato convocato nella Coppa del Mondo. Jean Harbor, veterano della APSL e marcatore dell’unico goal della finale dice :”La gente potrebbe dire ma che è lega è mai questa? Ma venite a giocare qui poi parlate”.

I lavori procedono a rilento

Nel frattempo, a 2400 miglia di distanza, in California, Alan Rothenberg stava prendendosi cura della sua creatura, la MLS. Vi ricordate Rothenberg? Legale di Los Angeles ben rasato, grande capo della Coppa del Mondo ’94, maniaco della fotografia presidente della United States Soccer Federation (USSF)? Avendo ben fatto il suo compito – stadi sicuri e pieni di pubblico, ottimi indici d’ascolto and una nazionale Usa che è andata meglio di quanto ci si aspettasse – Rothenberg spera di mantenere la promessa legata alla coppa, il soccer professionista. Ma la sua missione non è facile. La North American Soccer League (NASL) che cominciò le operazione nel 1967e che ebbe successo nella metà degli anni ’70, fallì nell’ 84. La Major Indoor Soccer League è fallita nel 1992 dopo 14 anni di operazioni, e varie leghe locali si sono fuse con gli anni rimanendo però nell’oscurità. La APSL è il prodotto di una di queste fusioni avvenuta nel 1990.

Ciononostante Rothenberg aveva promesso che la MLS sarebbe stata come “Un treno ad alta velocità nei prossimi mesi”. Invece assomiglia di più ad un carretto sgangherato.

Si supponeva che in questo periodo dell’anno la MLS avrebbe messo assieme dai 50 ai 100 milioni di dollari avuti dai vari investitori, 12 sponsor nazionali e 12 squadre ognuna con 10000 abbonamenti venduti. Ma al momento la MLS ha un solo investitore (Paul Tierney da New York) e 5 milioni di dollari in cassa, una sponsorizzazione condivisa (comprendente Nike, Reebok, Adidas, Apex One e Mitre) e sei squadre (Boston, Columbus OH, Los Angeles, New Jersey, San Jose e Washington) delle quali solo due (Columbus e New Jersey) hanno raggiunto l’obbiettivo degli abbonamenti. Settimana scorsa però la lega ha firmato un contratto TV, che è di vitale importanza grazie al quale la ESPN2 trasmetterà 25 partite, la ESPN 10 mentre la ABC trasmetterà la finale.

Ma perché questa differenza tra la Coppa del Mondo e la MLS? Rothenberg pensa che il calo di entusiasmo post mondiale sia dovuto a quello che lui definisce in un certo qual modo un circolo vizioso, che si sviluppa nella pratica con i vari sponsor, investitori e città che rimangono alla finestra aspettando di vedere chi si muove per primo. Nonostante il notoriamente infaticabile Rothenberg, 55 anni, sembra sfiancato da questa fatica, crede che per metà Novembre possa mettere assieme i contratti e i 50 milioni necessari per cominciare ad Aprile del prossimo anno. “Se qualcuno vuol prendere il mio posto, in bocca al lupo. Ma se tutti quelli che si son detti interessati manterranno le promesse, ce la faremo. Sarei contento di iniziare nel ’95, ma se questo volesse dire far male o troppo in fretta, preferirei aspettare fino al ’96 o ’97, lo scopriremo nelle prossime settimane”.

Questa politica del rischio calcolato non è nuova a Rothenberg, soprannominato, per via della sua tenacità nel condurre gli affari durante la Coppa del Mondo, Rothenweiler. Ad Agosto è stato rieletto a capo della USSF ma ha anche dovuto subire dei colpi bassi nel mentre. Richard Groff, al tempo tesoriere della USSF ed ora commissioner della APSL lo ha denunciato per conflitto di interessi, affermando che la USSF ha premiato la MLS con lo status di prima divisione ed un fido di 5 milioni di dollari invece che agli altri concorrenti (tra i quali la APSL) perché Rothenberg ha creato la nuova lega.

 

Rothenberg nega e rispedisce le accuse al mittente, spiegando di essersi dimesso da ogni incarico riguardante la MLS, chiama piuttosto il suo ruolo multiplo una confluenza di interessi più che un conflitto ed è irritato dalle critiche :”Ero pronto a dire, in caso non venissi rieletto, che anche gli inglesi non rielessero Churchill dopo la guerra”. Mentre i suoi sostenitori lo paragonano a David Stern della NBA, i suoi detrattori lo dipingono come arrogante e avido (puntano il dito su un bonus di 7 milioni di dollari che accettato la scorsa settimana dal comitato organizzatore di Usa ’94 per un lavoro che aveva rifiutato preferendo il suo salario quando era stato eletto nel 1990). Il suo ego però potrebbe essere utile alla causa del pro soccer. Dice a tal proposito un addetto ai lavori della Coppa del Mondo ’94 “La MLS ce la farà, perché Alan deve farcela”.

le caratteristiche della nuova lega

Rothenberg ha strutturato la MLS come un’entità singola proprietaria del calciatori e delle squadre e controllerà costi e guadagni. Ci saranno vari operatori-investitori ognuno dei quali può, al costo di 5 milioni di dollari, prendere in mano la squadra della sua città controllando sia il personale che l’aspetto marketing. Mentre il concetto di entità singola potrebbe sembrare antitetico alla libera impresa ha comunque certi vantaggi.

Tutti e le squadre avranno eguale accesso ai giocatori che verranno divisi tramite una selezione.

Nessun proprietario più ricco degli altri può sbilanciare gli equilibri di competitività e generare un aumento dei salari, che è stata una delle cause del fallimento della NASL

Né gli sponsor né le TV devono temere agguati da parte di imprese locali o affiliati.

Se ci sarà mare grosso saranno tutti sulla stessa barca

Per essere sicuro che le squadre giochino in maniera competitiva e il mercato sia aggressivo la MLS ha elaborato un sistema di ricompense che tiene in conto i rendimenti delle squadre e l’affluenza. Se la lega ha successo coloro che hanno investito direttamente o sono operatori-investitori trarranno un profitto, e le squadre amministrate direttamente dalla lega potranno essere vendute a un prezzo superiore dei 5 milioni iniziali.

Il compito principale di Rothenberg è quello di far entrare i grandi investitori, quelli giusti :”Vogliamo gente con un progetto di sviluppo chiaro, non persone che scambiano una squadra per un giocattolo da ricchi”.

Tra gli interessati ci sono proprietari di franchigie NFL con stadi da riempire da Aprile ad Ottobre. Lamar Hunt, proprietario dei Kansas City Chiefs è accreditato tra i potenziali investitori :”Penso ci sia del potenziale e vorrei che si sviluppasse”. Spiega Hunt. Se la MLS annunciasse i suoi investitori, i 12 sponsor nazionali, ognuno dei quali deve versare 1,5 milioni di dollari probabilmente arriverebbero subito. Peter Moore, vicepresidente del ramo marketing globale della Reebok dice come la pensa :”Gli sponsor stanno aspettando qualcosa di concreto, il nome di un giocatore, di una squadra, e chi sono gli investitori. Se le tessere del domino combaciano vedremo arrivare anche Mc Donald’s e Budweiser et similia”.

Il salary cap e la sostenibilità della MLS

La MLS ha stanziato la maggior parte dei fondi per l’elemento più importante: i giocatori. Con un salario medio di 70.000 $ e 20 milioni da spendere per acquisti da club stranieri la MLS spera di mettere sotto contratto molti membri della nazionale di Usa ’94, un contingente di attaccanti sconosciuti (ed economici) in arrivo da ogni parte del mondo ed una spruzzata di star tipo il portiere messicano Campos e o il centrocampista colombiano Valderrama.

La MLS offre due vantaggi oltre i salari. Uno è la prospettiva di contratti di sponsorizzazioni nel nascente mercato calcistico americano. Gli sponsor di abbigliamento si sono già impegnati per un contratto quadriennale ad otto zeri. L’altra è il poter piazzare i giocatori dove desiderano, il che è attraente specie per i veterani della nazionale che ora giocano all’estero. Tab Ramos e John Harkes tra gli altri, non vedono l’ora di tornare a casa, sistemarsi e crescere le famiglie.

Finchè le tessere del domino che è ora la MLS non collimano, la APSL – destinata a diventare la seconda divisione per decisione della USSF – resterà l’unica lega outdoor disponibile. Secondo Groff, che è diventato commissioner della APSL l’8 Settembre, più della metà dei calciatori in forza alla APSL hanno contratti pluriennali e non saranno disposti a giocare in MLS. “Il nostro scopo è di diventare una lega di prima divisione”. Ma la sfida appare donchisciottesca. Con salari che vanno dai 15.000 ai 50.000 dollari la APSL sembra non offrire abbastanza per attirare talenti da tutto il mondo, né ha contratti con grossi sponsor o network nazionali.

Tutto quello in cui gli investitori della APSL possono sperare è che la MLS fallisca prima di cominciare, di recente hanno rifiutato un’offerta di Rothenberg di fondersi con la MLS perché secondo loro la struttura di entità singola sovverte la competizione e lo spirito imprenditoriale. Ma visto l’interesse che si sta espandendo a macchia d’olio grazie alla Coppa del Mondo, l’accanimento di Rothenberg e il coinvolgimento di Reebok, Nike, ecc ecc, sembra probabile che la MLS inizierà le operazioni il prossimo Aprile. Conclude Rothenberg :”La nascita di una prima divisione è inevitabile come il domani, ma non so quanto sia imminente”.

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