C’è un numero che racconta quasi un secolo di calcio americano. Sette. Tante sono le volte in cui gli Stati Uniti hanno superato la fase a gironi in un Mondiale — l’ultima delle quali è quella di questi giorni, firmata da una squadra che sta facendo cose che non si vedevano dal 1930.
Non è solo una statistica. È la storia di un paese che ha imparato ad amare un gioco che il resto del mondo già conosceva a memoria.
Dal 1930 a oggi: il lungo viaggio
Tutto inizia nell’Uruguay del primo Mondiale della storia. Nel 1930, gli USA non erano solo partecipanti — erano semifinalisti. Batterono Paraguay e Belgio nel girone, arrivando tra le ultime quattro squadre del torneo prima di cedere 6-1 all’Argentina. Un risultato che sarebbe rimasto irripetibile per decenni. FIFA
Poi il lungo silenzio. Eliminazioni ai gironi nel 1934, nel 1950 — dove però arrivò la storica vittoria sull’Inghilterra, uno degli upset più clamorosi della storia del calcio — e poi ancora nel 1990, al ritorno al Mondiale dopo 40 anni di assenza.
La svolta arriva con il Mondiale di casa. Nel 1994, davanti ai propri tifosi, gli USA passano il girone con un pareggio contro la Svizzera e una vittoria sulla Colombia, prima di essere eliminati al Round of 16 dal Brasile campione del mondo, su un gol di Bebeto al 72′. È il primo assaggio di calcio che conta davvero. Bolavip
Il 1998 è un passo indietro — eliminazione al girone. Ma è solo la premessa al momento più alto dell’era moderna.
2002: il picco che nessuno ha ancora eguagliato
La Corea-Giappone 2002 rimane il miglior Mondiale dell’era moderna per gli USA. Dopo aver battuto il Portogallo 3-2 nella fase a gironi, gli americani eliminano il Messico 2-0 negli ottavi e si spingono fino ai quarti di finale — dove una sconfitta controversa contro la Germania (1-0, con un gol annullato per un presunto fallo di mano di Torsten Frings su Gregg Berhalter) mette fine al sogno. Bolavip
Quella vittoria contro il Messico nel Round of 16 del 2002 resta l’unica vittoria nella fase a eliminazione diretta nella storia degli Stati Uniti al Mondiale. Un primato solitario che pesa quanto una responsabilità. Yahoo Sports
2010 e 2014: gli ottavi diventano un’abitudine
Con Landon Donovan in campo, il 2010 regala momenti indimenticabili — su tutti, il gol al 91′ contro l’Algeria che qualifica gli USA agli ottavi. Ma al Round of 16 arriva il Ghana di Asamoah Gyan, che elimina gli americani ai supplementari. Yahoo Sports
Nel 2014, nonostante un girone della morte con Germania, Portogallo e Ghana, gli USA si qualificano ancora. Anche questa volta si fermano agli ottavi, stavolta contro il Belgio. È la prima volta nella storia che gli americani raggiungono la fase a eliminazione diretta in due edizioni consecutive. Yahoo Sports
Poi il buio. Il 2018 non esiste nella memoria collettiva americana: mancata qualificazione, uno dei momenti più bassi del calcio a stelle e strisce.
2022: il ritorno, ma sempre gli ottavi
Qatar porta con sé la rinascita. Gli USA si qualificano secondi in un girone con Inghilterra, Iran e Galles, ma al Round of 16 cedono all’Olanda 3-1. Il talento c’è — Pulisic, McKennie, Musah — ma manca ancora quel passo in avanti decisivo nella fase a eliminazione diretta. FIFA
2026: qualcosa è cambiato
E arriviamo qui. Al Mondiale 2026, davanti al proprio pubblico, con Mauricio Pochettino in panchina. Gli USA vincono le prime due partite — 4-1 al Paraguay e 2-0 all’Australia — diventando la settima qualificazione nella fase a eliminazione diretta della loro storia e vincendo il Gruppo D per la terza volta in assoluto nella loro storia, dopo il 1930 e il 2010. ESPN
Ma il dato che pesa di più è un altro: gli USA non vincevano due partite consecutive in un Mondiale dal 1930. Novantasei anni. Pochettino ha cancellato quasi un secolo in dodici giorni. ESPN
Lo ha fatto senza Pulisic nella seconda partita. Lo ha fatto con Alex Freeman che segna il suo primo gol mondiale a 21 anni. Lo ha fatto con una squadra che pressa alto, recupera palla veloce, crea occasioni in serie e non si disunisce quando manca il pezzo più pregiato.
Il confronto con il passato dice tutto
Sette qualificazioni agli ottavi in quasi cent’anni di storia. Una sola vittoria nella fase a eliminazione diretta. Un quarto di finale come miglior risultato nell’era moderna. Questi sono i numeri da battere.
La squadra di Pochettino ha già fatto qualcosa che nessun’altra era riuscita a fare dal 1930. Ora viene la parte più difficile — e più entusiasmante. Il Round of 32 è solo il primo ostacolo. Oltre ci sono ottavi, quarti, semifinali.
Per la prima volta da molto tempo, pensare in grande non sembra una follia. Sembra, semplicemente, il passo successivo
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