C’è una storia che gira sui social da quando Folarin Balogun ha segnato la doppietta contro il Paraguay all’esordio mondiale. Una storia che The Guardian ha sintetizzato in una frase sola, perfetta nella sua ironia: “Date l’assist alla compagnia aerea americana.”
Non è una metafora. È esattamente quello che è successo.
L’ESTATE DEL 2001: dove comincia la storia di Balogun
Estate 2001. Londra, Inghilterra. Florence Balogun è incinta al settimo mese. Nigeriana di nascita, residente a Londra con il marito Ben — anche lui nigeriano, anche lui di origini Yoruba — decide di fare un viaggio a New York per le vacanze.
Non sa ancora che quel viaggio avrebbe cambiato la storia del calcio americano.
Quando arriva il momento di tornare a Londra, Florence si presenta in aeroporto con il bagaglio pronto. L’addetto al check-in la guarda. Guarda la pancia. Scuote la testa.
Non può salire. È troppo avanzata con la gravidanza. La compagnia aerea non la imbarca.
Florence resta a Brooklyn, a casa di una cognata. E lì, il 3 luglio 2001, nasce Folarin Jerry Balogun. Americano. Per caso. Per destino — secondo sua madre.
Un mese dopo la famiglia torna a Londra. Folarin ha trenta giorni di vita ed è già cittadino degli Stati Uniti senza averlo scelto, senza che nessuno lo avesse pianificato, senza che nessuno avesse immaginato cosa quella cittadinanza avrebbe significato venticinque anni dopo.
LONDRA, ARSENAL, L’INGHILTERRA: un destino già scritto
Folarin cresce a Londra. Parla inglese, pensa inglese, vive inglese. La sua città è la capitale britannica. La sua squadra del cuore è l’Arsenal. Il suo sogno — come quello di migliaia di bambini in quella città — è giocare a calcio professionista.
A 8 anni entra nella famosa accademia di Hale End, il vivaio dell’Arsenal che ha sfornato generazioni di talenti. Ci resta per anni, attraversando ogni categoria giovanile. È il tipo di ragazzo che non fa notizia finché non la fa davvero — testa bassa, gambe veloci, gol.
Il debutto in prima squadra arriva il 29 ottobre 2020, Europa League contro il Dundalk. Nella partita successiva segna il suo primo gol professionale, contro il Molde. Ha 19 anni. L’Emirates Stadium è vuoto per il Covid. Nessuno lo vede dal vivo — ma lui c’è.
Nel frattempo gioca nelle nazionali giovanili inglesi. Under 18, Under 20, Under 21. In 13 presenze con l’Under 21 di Lee Carsley segna 7 gol, incluso un filotto di sei in cinque partite nelle qualificazioni all’Europeo. Tutto sembra scritto. L’Inghilterra ha Kane, Bellingham, Saka — ma Balogun c’è, e il suo posto nella nazionale maggiore sembrava solo una questione di tempo.
Poi qualcosa cambia.
IL REIMS. LA RINASCITA. IL MONACO: this is Folarin.
All’Arsenal il posto titolare non c’è. Gabriel Jesus e Nketiah sono davanti a lui. Servono prestiti. Prima il Middlesbrough in Championship — 18 presenze, 3 gol, il calcio fisico inglese che lo tempra ma non lo esalta.
Poi l’estate 2022. Prestito al Reims in Ligue 1. Stagione da sogno — 21 gol in 37 partite. Premi UNFP come giocatore del mese. Una tripletta al Lorient quando la squadra stava perdendo 2-0. La Francia lo scopre. Il mondo inizia a guardare.
Nell’agosto 2023 il Monaco lo acquista dall’Arsenal per 30 milioni di euro più bonus. Contratto fino al 2028. Non è più un prestito. È casa. Con il Monaco segna 13 gol in 30 partite di Ligue 1 nella sua prima stagione — numeri da titolare assoluto in uno dei campionati più competitivi d’Europa.
Ed è qui, nel mezzo di questa ascesa, che arriva la scelta più importante della sua carriera. Non tecnica. Non tattica. Esistenziale.
LA SCELTA: born in the USA
Maggio 2023. Balogun è eleggibile per tre nazionali: Inghilterra, per la naturalizzazione. Nigeria, per le origini dei genitori. Stati Uniti, per quella nascita a Brooklyn che sembrava un incidente.
L’Inghilterra sembrava la scelta ovvia. Una delle favorite al Mondiale. Kane in attacco, Bellingham a centrocampo, Saka sull’ala. Un sistema consolidato, un’identità chiara, un posto nell’élite mondiale garantito.
Ma la federazione americana aveva lavorato in silenzio per mesi. Non erano stati solo i dirigenti — era stato il popolo. Quando la voce si era sparsa sui social media che Balogun poteva essere disponibile per gli USA, i tifosi americani avevano inondato il suo profilo Instagram di bandiere stelle e strisce. Avevano preparato striscioni con scritto “We want Flo” e li avevano portati alle partite della nazionale. Un messaggio collettivo, spontaneo, commovente.
“Ricordo una quantità immensa di apprezzamento da parte dei tifosi” ha detto Balogun. “Mi ha dato una motivazione enorme.”
La FIFA approva il cambio di associazione — una concessione speciale per un giocatore che aveva giocato solo partite amichevoli con l’Inghilterra Under 21. Il 16 maggio 2023 Balogun pubblica sui social: “Sono così orgoglioso di essere parte di questo. È stato un lungo cammino per arrivare a questo punto, ma è con grande orgoglio che posso ora rappresentare questi colori al massimo livello. Sono dentro e pienamente impegnato.”
Sua madre Florence, in un’intervista a ESPN nel 2023, aveva già chiarito come la pensava lei: “Non credo nelle cose che accadono per caso. Penso che per me essere andata in America e averlo avuto lì sia qualcosa che è sempre rimasto con me. Anche quando lui non stava ancora pensando a una decisione internazionale, io avevo già deciso nella mia testa che avrebbe giocato per l’America.”
12 GIUGNO 2026. SOFI STADIUM, LOS ANGELES: Balogun scrive la storia.
La prima partita del Mondiale 2026. USA vs Paraguay. Settantamila persone al SoFi Stadium di Inglewood, California. Lo stesso stadio dove i LA Rams giocano ogni domenica di NFL. Stessa erba, altra storia.
Balogun segna. Poi segna ancora. Un terzo gol viene annullato dal VAR — avrebbe completato la tripletta all’esordio mondiale. Finisce 4-1 per gli USA.
“Ho visualizzato il mio debutto mondiale segnando — ma la realtà ha superato la fantasia di segnare due gol”
ha detto Balogun nel post partita.
È il primo giocatore della nazionale americana a segnare una doppietta in una partita di Coppa del Mondo da 96 anni. Primo dall’era che precede la televisione, precede la MLS, precede qualsiasi cosa il calcio americano abbia conosciuto come modernità.
LA CATENA DI EVENTI
Pensateci un momento. La catena di eventi che ha portato a quel gol.
Una donna nigeriana che vive a Londra decide di fare le vacanze a New York nel 2001. Un addetto di una compagnia aerea decide che non può imbarcarla perché è al settimo mese di gravidanza. Lei resta a Brooklyn, a casa di una cognata, e partorisce il 3 luglio. Il bambino viene registrato come cittadino americano. Un mese dopo torna a Londra. A 8 anni entra all’Arsenal. A 21 anni va al Reims e segna 21 gol. A 22 anni sceglie gli USA invece dell’Inghilterra. A 24 anni segna una doppietta all’esordio mondiale nel paese dove è nato per caso.
Un addetto aeroportuale che non sapeva nemmeno il nome di Florence Balogun ha inconsapevolmente cambiato la storia del calcio americano. L’ha cambiata con una parola sola: no.
QUELLO CHE RIMANE
Balogun non è l’unico caso. Yunus Musah — che ha giocato con gli USA al Mondiale 2022 — è nato a New York mentre sua madre ghanese era in vacanza. La stessa storia, variante diversa.
La MLS e la federazione americana non possono costruire nascite accidentali a Brooklyn. Quello che possono fare — e quello che stanno facendo — è costruire un programma abbastanza convincente da far sì che un giocatore con tre passaporti scelga quello americano.
Balogun ha guardato l’Inghilterra con Kane e Bellingham ed ha scelto gli USA. Questo è il vero cambiamento. Non la nascita per caso — la scelta consapevole.
E quando Balogun festeggia un gol al Mondiale 2026 davanti a settantamila persone al SoFi Stadium, ricordate la catena. Una vacanza. Una gravidanza al settimo mese. Un aereo che dice no. Una madre che non crede nel caso. Un figlio che sceglie la sua nazione d’accidente come nazione del cuore.
The Guardian aveva ragione. L’assist è della compagnia aerea.
Il gol, però, è suo.
MLS Magazine Italia — il calcio americano raccontato agli italiani.


