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New York Soccer History

Il triennio di Pélé

di Dario Torrente

L’arrivo di Pélé a New York

Visto l’annus horribilis la presidenza rinforza la squadra con l’acquisto degli uruguagi Omar Caetano, Americo Paredes, Juan Masnik, Alfredo Lamas e Julio Correa, il rumeno Gil Mandarescu, gli slavi Mark Liveric e Tony Donlic, il brasiliano Manoel Maria, l’israeliano Mordechai Spiegler e i britannici Brian Rowan e Tommy Ord e lo spagnolo Luis De la Fuente, ma nonostante le due vittorie in precampionato contro Miami Toros e Victory Club di Haiti in un torneo organizzato nella capitale Port-au-Prince in campionato la squadra stenta con 5 vittorie e 9 sconfitte (Il pareggio era stato abolito per favorire il gioco offensivo e lo spettacolo) e il patron Steve Ross, assieme a Gordon Bradley e Clive Toye pensa ad un modo sia per risollevare le sorti della squadra sia a far diventare il soccer uno sport seguito dalla massa. L’idea, vista l’assenza di calciatori americani di livello conosciuti dal pubblico, era quella di reclutare un fuoriclasse straniero di fama internazionale, e la prima scelta cade su George Best, messo di fatto fuori squadra nel 1974, ma per un improvviso rifiuto del nordirlandese l’affare si arena. Ma il pallino di Toye, coadiuvato dal commissioner Phil Woosnam è il brasiliano Pélé, miglior calciatore di tutti i tempi da poco ritiratosi e da anni ufficiosamente nel mirino dei Cosmos, che cominciarono a corteggiarlo già dopo la finale del 1970. Dopo una trattativa estenuante portata avanti in loco dall’avvocato della Warner Bros e grazie anche all’aiuto influente dell’allora segretario di stato Henry Kissinger, Pélé viene convinto a tornare a giocare per altre tre stagioni con la missione di evangelizzare gli Usa al verbo del soccer. L’inestimabile astro brasiliano venne presentato all’esclusivo Club 21 sito in Manhattan atteso da giornalisti di tutto il mondo, e davanti a quella moltitudine di inviati internazionali firma simbolicamente il contratto coi Cosmos, un lussuoso triennale di 4,7 milioni di dollari che fa di lui l’atleta più pagato al mondo. La notizia rimbalza in tutte le tv mondiali e in una notte i Cosmos diventano il club più famoso del mondo. L’esordio di Pélé in campo avviene il 15 Giugno 1975 in un Downing Stadium esaurito in ogni ordine di posti durante un’amichevole tra New York Cosmos e Dallas Tornado, trasmessa in diretta dalla CBS. Per la cronaca terminerà 2-2 coi goal dei Cosmos segnati da Spiegler e Pélé. Da quel momento ovunque giochino i Cosmos, folle di migliaia di persone sono lì ad attenderli, così come accadde a Philadelphia dove 20000 spettatori vengono allo stadio solo per vedere il fuoriclasse brasiliano in abiti borghesi (era infortunato) mentre a Boston, dove erano stati venduti più biglietti dei posti disponibili si scatenò una rissa furibonda fuori dallo stadio. Nemmeno quell’anno i Cosmos, raggiungono i play-off ma Steve Ross ed il suo staff sono ampiamente soddisfatti. La squadra porta più di 10000 spettatori allo stadio e dopo quattro amichevoli con squadre NASL per portare in giro il trofeo di caccia di Steve Ross la squadra di imbarca nel primo tour internazionale della sua storia. I Cosmos vincono il 7 Luglio 1975 a Vancouver per 2-1 davanti ad una folla di 26495 entusiasti spettatori, perdono invece venti giorni dopo a Dallas per 3-2 con 26127 presenti. Non va meglio a St Louis dove New York viene sconfitta 2-1 ma il piccolo stadio dove giocano i St Louis Stars registra con i suoi 10180 spettatori il tutto esaurito. Nemmeno a San Jose va bene ai newyorkesi, altra sconfitta per 3-2 ad opera della squadra locale. I 19338 paganti accorsi allo Spartan Stadium vedono Pélé segnare un goal. Nonostante tutte queste sconfitte i ritorni di pubblico fino a pochi mesi prima impensabili creano intorno al soccer un interesse mai visto a memoria d’uomo. Il tour della squadra americana comincia nell’Europa del nord il 31 Agosto del 1975 ed è un esordio amaro per i Cosmos che vengono sonoramente battuti dal Malmoe per 5-1. Il 2 Settembre la squadra di Pélé si rifà vincendo per 2-1 contro una selezione del campionato svedese, due giorni dopo gli americani vincono ancora per 3-2 a spese dello Stockolms-Alliansen. Il tour dei fiordi si conclude l’11 Settembre con la vittoria per 4-2 sui norvegesi del Valerengen di Oslo di fronte a 16000 spettatori. Due giorni dopo però la Roma riporta i Cosmos sulla terra sconfiggendoli per 3-1. La seconda parte del tour si svolgerà invece nei vicini caraibi dove gli americani esordiscono battendo per 2-1 il Victory Club il 17 Settembre ma appena due giorni dopo verranno vergognosamente sconfitti con lo stesso risultato dal La Violette. Non va meglio il 21 Settembre in Giamaica dove la squadra allenata da Bradley viene sconfitta di misura dal Santos, club omonimo della ex squadra di Pélé di fronte a 45000 spettatori. Il 26 Settembre però i Cosmos si impongono sulla nazionale di Puerto Rico per 12-1 e due giorni dopo tornano ad Haiti per regolare i conti con la squadra del La Violette purtroppo senza riuscirvi. L’incontro termina a reti inviolate. Ma al di là dell’andamento del campionato NASL 1975 e dei risultati dei vari tour il sogno di Steve Ross e di Woosnam sembra essersi avverato, l’arrivo di Pélé ha cambiato le sorti non sono della franchigia della Grande Mela ma dell’intero movimento calcistico americano, cominciano così gli anni di gloria dei New York Cosmos.

L’arrivo delle altre star e la vittoria mancata

Al termine del campionato 1975 e del primo tour mondiale dei Cosmos, il patron Steve Ross pensò, e non a sproposito, che il solo Pélé non bastava per far diventare competitiva la squadra, e che senza un organico di classe internazionale da affiancare all’astro brasiliano in breve tempo l’hype creato attorno ai Cosmos sarebbe svanita, e grazie all’ingente disponibilità economica della Warner Bros ed alle conoscenze di Clive Toye, affida la direzione tecnica della squadra all’inglese Ken Furphy e rivoluziona completamente l’organico portando nella grande mela il peruviano Ramon Mifflin, gli scozzesi Charlie Aitken e Charlie Mitchell, il nordirlandese Dave Clements, già faro del centrocampo del Liverpool, gli inglesi Tony Fields, Terry Garbett, Keith Eddy e Mike Dillon, tutti con lunga esperienza nell’allora Big League inglese, ma l’acquisto più importante sarà l’italiano ex nazionale e campione 1974 con la Lazio di Maestrelli Giorgio Chinaglia, un uomo destinato, nonostante il suo carattere borioso e tracotante e la sua arroganza, un individualismo senza remore e inettitudine gestionale come si vedrà negli anni a venire, lascerà il segno nel soccer Usa. Il brutto anatroccolo è finalmente diventato cigno e seguendo l’esempio dei newyorkesi anche altre squadre cercano di accaparrarsi almeno un fuoriclasse. Toronto acquista da Boston il portoghese Eusebio, frenato la stagione precedente da una serie di infortuni, Seattle si assicura il campione del mondo 1966 e stella del West Ham Geoff Hurst, San Antonio inietta linfa british nel suo organico e dulcis in fundo si assicura i servigi del difensore ex nazionale inglese compagno di squadra e di nazionale Bobby Moore, roccioso difensore di fama mondiale in cerca degli ultimi ingaggi. I Tampa Bay Rowdies arricchiscono la loro formazione con la stella del Fulham Rodney Marsh, definito dall’ingenua stampa locale il Pélé bianco. Ultimo ma non ultimo, il nordirlandese George Best già campione d’Europa 1968 con il suo Manchester United, lascia la verde Inghilterra per approdare ai Los Angeles Aztecs. In concomitanza con l’inizio del campionato i Cosmos cominciano un tour nazionale per continuare a promuovere Pélé ma anche i nuovi acquisti, soprattutto Chinaglia che per via della sua esuberanza diventa presto sia il beniamino del pubblico americano che il più odiato. La prima partita viene giocata a San Diego contro i Jaws il 21 Marzo e termina 1-1. Si continua una settimana dopo a Dallas dove i Cosmos si impongono di misura, mentre tre giorni dopo perdono per 1-0 contro i San Antonio Thunder di Bobbby Moore. Il 4 Aprile New York Cosmos e Los Angeles Aztecs si affrontano sul neutro di Tempe in Arizona, dove la compagine della Grande Mela la spunta ancora di misura. Il pubblico di queste amichevoli varia dalle 15000 alle 20000 presenze. Il mini tour continua con l’Aloha Soccer Festival in quel di Honolulu nell’esotica cornice delle Hawaai tanto care ad Elvis Presley dove l’8 Aprile i Cosmos hanno ragione dei modesti giapponesi dell’Honda (fino al 1993 il campionato giapponese era composto dai vari dopolavoro delle aziende) che vengono asfaltati dagli americani per 5 reti a 0. Ma non c’e tempo per gloriarsi e il giorno dopo la squadra stellare è di scena a Seattle dove davanti a un’immensa folla di 58125 persone si impone sui Sounders per 2-1 con reti di Pélé e Dave Clements mentre il goal della bandiera dei Sounders è di Jimmy Gabriel. Due giorni dopo è ancora Pélé che segna il goal vittoria contro gli Aztecs di George Best. In campionato New York vince 16 delle 24 partite di campionato sospinta da 18227 spettatori assiepati sulle gradinate dello Yankee Stadium, tornato per quell’anno ad essere la casa dei Cosmos. Durante i play-off la franchigia della Warner Bros si sbarazza per 2-0 dei Washington Diplomats, ma il turno successivo in quel di Tampa, complice una notte brava di Pélé e Chinaglia a base di alcool e donnine allegre sapientemente orchestrata da Rodney Marsh e compagni i Cosmos soccombono contro i Rowdies per 3-1. Giorgio Chinaglia è capocannoniere con 19 reti e 11 assist, Pélé è terzo con 13 reti e 18 assist, il numero più altro del campionato, bene anche Brian Tinnion con 8 reti e 6 assist e Tony Fields con 7 reti ed 8 assist. Pélé è nominato MVP e assieme a Chinaglia, Keith Eddy e Ramon Mifflin figura nella formazione All Stars. Durante il campionato i Cosmos non fanno a meno di disputare ulteriori amichevoli, affrontando e avendo ragione degli haitiani del La Violette il 3 Giugno per 2-1 sul neutro di Santo Domingo, mentre durante il bicentenario dell’indipendenza degli Usa affrontano tra le mura amiche la nazionale militare italiana che ha ragione degli yankees per 3-1. In Settembre invece, prima di cominciare un altro tour, i Cosmos organizzano un trittico di amichevoli con i Dallas Tornado, oramai irrinunciabili sparring partner da quando Pélé ha messo piede negli Usa. Il 1 Settembre le due squadre si affrontano a Cleveland e la partita termina 2-2, mentre quattro giorni dopo a New Orleans sono i Cosmos ad imporsi per 2-1 con goal di Werner Roth e Ramon Mifflin. Il giorno dopo Dallas e New York si affrontano per la terza ed ultima volta a Detroit, dove i Cosmos la spuntano ancora, questa volta per 3-2 di fronte a 24000 persone. L’8 Settembre la compagine newyorkese varca i confini per atterrare nel vicino Canada ed affrontare una selezione di giocatori locali chiamata Soccer Canada in quel di Edmonton , con risultato finale di 1-1, con goal dei Cosmos di Chinaglia e e pareggio dei canadesi con Buzz Demling, davanti a 14828 spettatori estasiati. Due giorni dopo a Vancouver è tutta un’altra storia con Chinaglia che affonda la stessa formazione affrontata pochi giorni prima segnando tutte e tre le reti per un 3-1 finale. La media spettatori non si discosta di molto attestandosi ad un discreto 14336 presenti. In Europa va male con sconfitte contro il Paris Saint-Germain e il Royal Antwerpen entrambe per 3-1. Dopo le batoste europee i Cosmos terminano il tour nel paese del sol levante dove il 23 Settembre affronterà una selezione denominata West Japan All Stars che riuscirà a mantenere il risultato ad occhiali, mentre il 25 Settembre nella capitale nipponica la sfida contro la East Japan All Stars terminerà per 2-2. Si conclude così la stagione 1976.

I dubbi, la vittoria e l’addio trionfale di Pélé

Il 1977 non si apre nel migliore dei modi. La stampa comincia ad insinuare dei dubbi nell’opinione pubblica americana sulla validità del progetto dei Cosmos e se Pélé sia veramente un vincente visto che negli Usa non ha ancora vinto il campionato e si appresta all’ultimo anno di contratto. Nel frattempo arrivano il difensore brasiliano Rildo, l’attaccante inglese Steve Hunt, ancora molto giovane e prelevato dall’Aston Villa, gli slavi Vito Dimitrijevic e Jadranco Topic, il sudafricano Jomo Somo, e il portiere turco Erol Yasin, voluto dai fratelli Ertegun. La squadra viene affidata ancora a Gordon Bradley. Il precampionato comincia con due vittorie per 4-0 ed 1-0 contro la nazionale under 23 e maggiore delle isole Bermuda l’11 e il 13 Marzo con tutti e 5 i goal ad opera di Chinaglia, mentre il 19 e 20 dello stesso mese i Cosmos effettuano un tour in svizzera dove però escono sconfitti di misura dal Neuchatel Xamax e per 3-1 dall’F.C. Zurich. Il 24 invece la squadra di New York scende a Roma per giocare contro l’ex squadra di Chinaglia, che segnerà entrambi i goal in una partita che vedrà i Cosmos vincere all’Olimpico per 2-1 dinnanzi a 20000 paganti. La stagione però non si apre sotto i migliori auspici in quanto Pélé, furente perché la squadra non è stata costruita attorno a lui, salta l’intero precampionato e si presenta visibilmente fuori forma, i britannici giocano alla maniera a loro consona, ovvero palla lunga e pedalare e fanno blocco a se tanto che tra gli addetti ai lavori prenderanno il nome di “English Mafia”, gli slavi sembrano vagare per il campo senza inserirsi nel gioco e i sudamericani passano la palla esclusivamente a Pélé e non a Chinaglia, in più i pochi americani in formazione vengono messi da parte, il portiere Shep Messing in favore di Erol Yasin e il difensore Bobby Smith per aver parlato pubblicamente della “English Mafia”. La squadra in campionato stenta e la media spettatori al Giants Stadium, nuova casa dei Cosmos per volere di Steve Ross, si attesta circa sui 20000 presenti, un po poco per tutti quei milioni di dollari spesi e l’hype costruita attorno alla squadra. In questa situazione di incertezza e anarchia avvengono alcuni importanti avvenimenti a metà campionato che determineranno la svolta. L’acquisto del tedesco Franz Beckenbauer dal Bayern Monaco, e il siluramento dell’allenatore Gordon Bradley e del presidente Clive Toye per volere di Chinaglia, il quale, essendosi guadagnato le simpatie di Steve Ross è diventato di fatto il burattinaio del teatro dei Cosmos. Dopo una cena con l’allenatore italo-sudafricano Eddy Firmani riesce a convincerlo a lasciare i Tampa Bay Rowdies in pieno svolgimento del campionato e di venire ai Cosmos. In più Pélé, rendendosi conto che il tuo tempo sta per scadere si risveglia dal torpore e ricomincia a segnare, grazie anche all’acquisto del difensore ed ex compagno di squadra e nazionale Carlos Alberto Torres, anche lui campione del mondo 1970 a sole quattro giornate dalla fine. Infine la squadra stellare di New York riesce ad agguantare il secondo posto in virtù di 15 vittorie ed 11 sconfitte e una media spettatori che si è rialzata toccando le 34142 presenze, la migliore della lega. Le partite storiche di quella stagione furono il match contro i Tampa Bay Rowdies vinto per 3-1 dai Cosmos di fronte a 62394 spettatori, mentre la settimana dopo contro i Minnesota Kicks i paganti al Giants Stadium sono 57000, ma il record per una partita di calcio destinato a rimanere fino alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 avviene il 14 Agosto 1977 quando 77691 fans in delirio assistono a uno spettacolare 8-3 per i loro beniamini contro i Fort Lauderdale Strikers, partita che mette la parola fine alla carriera del portiere inglese campione del mondo 1966 Gordon Banks. Durante i play-off i Cosmos sconfiggono Tampa Bay per 3-0 cimentandosi poi con l’altra squadra della Florida ovverosia i Fort Lauderdale Strikers che si impongono su New York per 3-0. Al Giants Stadium però la vittoria arride ai Cosmos che passano il turno imponendosi per 3-2 agli shoot-out. La semifinale è un derby con i Rochester Lancers che vengono sconfitti in casa loro per 2-1 e macellati a New York per 4-1, staccando così il biglietto per il Soccer Bowl ’77 al Civic Stadium di Portland. 35000 spettatori vedranno una combattutissima partita tra i Cosmos e i Seattle Sounders, con i primi a passare in vantaggio grazie all’inglese Steve Hunt, molto bravo a sfruttare una disattenzione del portiere Tony Chursky. Seattle pareggia solo quattro minuti dopo grazie all’ex Cosmos Tommy Ord, ma a una manciata di minuti dalla fine Giorgio Chinaglia di testa fissa il risultato sul 2-1 regalando così a New York il secondo titolo e a Pélé la consacrazione. Franz Beckenbauer viene premiato come MVP della stagione nonostante sia arrivato solo a metà campionato, e si guadagna assieme a Pélé la convocazione nella formazione All Stars. Ma non appena finiti i festeggiamenti i Cosmos vengono portati ancora una volta in tour per far vedere al mondo Pélé per l’ultima volta come giocatore. Il 1 Settembre il circo Warner Bros è di scena a Port of Spain, capitale di Trinidad e Tobago, dove sbaraglia per 5-2 una selezione denominata Caribbean All Stars. La tappa successiva è tre giorni dopo a Caracas dove un goal del difensore Bobby Smith regala il pareggio ai newyorkesi di fronte a 15000 spettatori. Dopo il Sudamerica è la volta dell’estremo oriente, dove i Cosmos riportano due vittorie prima contro i nipponici del Furakawa, sbaragliati per 4-2 savanti a 30000 entusiasti spettatori con goal di Pélé, Tony Fields e doppietta di Chinaglia il 10 Settembre mentre quattro giorni dopo nella capitale la nazionale del sol levante viene sconfitta per 3-1 con goal di Chinaglia, Topic e Morais, gli spettatori saranno 65000. In Cina,dove peraltro i Cosmos sono la prima squadra sportiva degli Stati Uniti a mettere piede, sarà più dura, con pareggio il 17 Settembre nella capitale per 1-1 davanti a 80000 presenti. A Pechino avviene anche l’episodio dell’accoltellamento di Jadranko Topic, mentre tornava in hotel con l’attrice Stephanie Powers dopo aver visitato la città proibita. Archiviata la disavventura finita grazie a dio senza strascichi la due squadre si affrontano tre giorni dopo a Shangai dove la nazionale di casa ha ragione dei Cosmos per 2-1 col goal di Pélé a salvare l’onore. Questa volta gli spettatori saranno 50000. Il 25 Settembre 65000 indiani assistono allo spettacolare pareggio della squadra americana contro il Mohun Begun per 2-2 nella città di Madre Teresa. Il gran finale va in scena il 1 Ottobre 1977 quando un Giants Stadium gremito da 75646 spettatori funestati da una pioggia battente assiste alla partita d’addio di Pélé contro la sua squadra degli anni di gloria, vale a dire il Santos. Pélé prima della partita pronuncia il suo famoso discorso concludendolo per tre volte con la parola “Love”, e gioca un tempo coi Cosmos ed uno col Santos. I brasiliani passano in vantaggio ma il peruviano Ramon Mifflin pareggia ed è proprio Pélé verso la fine del primo tempo a segnare su punizione il goal vittoria per i Cosmos. Alla fine della partita il brasiliano corre per il campo a torso nudo con le bandiere di Usa e Brasile e si commuove davanti ai microfoni per un finale tipicamente americano sapientemente orchestrato dalla Warner Bros ed i suoi addetti al marketing. Alla fine di questa partita la maglia numero 10 viene definitivamente ritirata. Altre amichevoli che vale la pena citare sono il Tournament of Champions, per via di un curioso episodio. I Cosmos avrebbero dovuto giocare la prima partita contro gli haitiani del Victory Club, ma la quasi totalità della squadra prima della partita si da per dispersa per chiedere asilo politico. Per disputare l’amichevole vengono quindi reclutati ragazzi di colore pescati dalle leghe amatoriali ed i Cosmos han gioco facile stravincendo per 9-0. La finale del torneo si gioca il 3 Aprile e termina con vittoria dei Cosmos contro i Tampa Bay Rowdies per 2-1. Il 29 Maggio il dream team del soccer sfida la Roma in Italia e ne esce con le ossa rotte perdendo per 3-0, ma il 1 Giugno è l’altra squadra di Roma a disputare un’amichevole contro i Cosmos al Giants Stadium, stavolta il risultato arride a Chinaglia e soci che sconfiggono la Lazio per 2-1

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